BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Aprea: la chiamata diretta dei prof? Qualità non va d’accordo con burocrazia

Pubblicazione:

Foto Infophoto  Foto Infophoto

E’ prematuro parlare di questi aspetti perché innanzitutto occorre stabilire bene l’accordo con lo Stato. Solo in un secondo momento si potrà capire se sarà una sperimentazione che riguarda tutte le scuole, o se avverrà solo su base volontaria. Ci sono ancora molti aspetti da chiarire e da definire. Con il presidente Formigoni, abbiamo deciso di avviare tempestivamente questi accordi con il ministero, perché il tempo è veramente poco se vogliamo partire dall’anno prossimo. Ciò che intendiamo compiere con grande chiarezza è accrescere sempre di più la qualità dell’istruzione in Lombardia, che già è alta. Nel caso di un numero elevato di supplenti annuali non ci si può quindi permettere di affidarsi ad assegnazioni burocratiche. Partiamo da questo punto perché vogliamo che anche nelle supplenze siano veramente garantiti l’incontro tra domanda e offerta, e quindi il progetto educativo della scuola e le competenze degli insegnanti.

 

Ieri il presidente Formigoni si è incontrato con il ministro Profumo. L’iniziativa della Regione Lombardia farà da apripista anche alla riforma del governo?

 

Io mi auguro di sì, perché sul tavolo del ministro c’è questo problema del reclutamento e attende una risposta. Io mi auguro che questa sperimentazione lombarda incentrata sull’autonomia, la responsabilità e soprattutto i risultati possa essere un modello da utilizzare anche e soprattutto in una legge nazionale.

 

Il provvedimento sulle assunzioni è un’altra via per realizzare il suo vecchio progetto di legge 953, la riforma degli organi di governo delle istituzioni scolastiche?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
16/02/2012 - formazione-selezione-verifica costante=qualità (Claudio Cavalieri d'Oro)

Valentina Aprea fa affermazioni molto in linea con il mio pensiero più volte espresso su queste pagine. Se vogliamo che i nostri ragazzi ricevano una ISTRUZIONE (ma anche una EDUCAZIONE) all'altezza delle esigenze di competitività che regolano ormai il futuro mondiale, è altrettanto indispensabile che le stesse regole di competitività valgano anche per i docenti, che non possono più essere designati "burocraticamente" sulla base di punteggi fatti di tante cose tranne la verifica della loro effettiva idoneità provata sul campo. Ben venga una sperimentazione su scala regionale, con la prospettiva di estenderla poi, una volta verificati i risultati, su scala nazionale. In molte occasioni ho avuto nei miei corsi di "valorizzazione della risorsa umana" degli "insegnanti", e spessissimo (oltre 100.000) i genitori dei ragazzi affidati a questa preziosissima categoria professionale, e da anni e anni mi capita di verificare che, se i concorsi certificano una qualità basata sulla conoscenza della materia da insegnare, e (teoricamente) dei principi della didattica e della pedagogia, molto raramente (quasi mai!) coloro a cui sono affidate l'educazione e l'istruzione dei nostri futuri Cittadini risultano verificati su abilità come quella di "motivare" ed "educare" (nel senso di tirar fuori il meglio dei ragazzi loro affidati). Come spesso ho sotenuto in varie sedi, la vera Qualità di un "insegnante" non consiste nell'insegnare la propria materia, bensì nel saperla far AMARE dagli allievi.

 
14/02/2012 - (enrico maranzana)

Il reclutamento del personale è il momento conclusivo di un percorso che ha inizio dalla descrizione dettagliata dei risultati attesi: prassi consolidata e universalmente applicata. Nella regione lombarda, come si legge nella delibera, la relativa norma è stata pensata per l’istruzione professionale: la specificità delle prestazioni necessarie al percorso formativo giustifica la delibera. Generalizzare, come fa intendere l’intervistata, è prematuro, pericoloso, una tipica illusione degli innamorati. Se l’ipotesi fosse stata oculatamente proiettata sul territorio nazionale, a causa dell’assenza di scuole che abbiano POF concepiti in conformità alle indicazioni dell’art. 2 della legge Moratti del 2003, si coglierebbe l'inconsistenza delle trionfali dichiarazioni.