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SCUOLA/ Aprea: la chiamata diretta dei prof? Qualità non va d’accordo con burocrazia

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Naturalmente stiamo parlando di leggi di natura e di ampiezza diversa. Quella che ho depositato in Parlamento è tesa a creare un reclutamento nazionale e per tutti i nuovi docenti. Quella che sto portando avanti in Lombardia invece è una sperimentazione che vuole solo favorire una maggiore flessibilità e misurare la capacità delle scuole di governare il fattore del reclutamento in forme autonome. Sono due tipologie diverse di legge, ma sicuramente vanno molto d’accordo tra loro poiché perseguono lo stesso fine. Mirano infatti entrambe a trasferire alle scuole la responsabilità del reclutamento degli insegnanti, abbandonando logiche burocratiche o legate a punteggi, che dipendono essenzialmente dall’anzianità nel servizio e non dalla qualità dell’insegnamento e della proposta didattica. Sono argomenti molto delicati, ci sono da salvaguardare i diritti degli insegnanti in graduatoria e ovviamente nessuno vuole superare questi ostacoli. Ma proprio perché si aprono nuovi spazi sia nel reclutamento nazionale per la necessità di ricambio generazionale, sia a livello regionale, in Lombardia non solo si possono ma si devono sperimentare nuovi modelli proprio perché si possa poi giungere a legiferare a livello nazionale.

 

Che cosa ne pensa dell’obiezione sull’incostituzionalità del provvedimento avanzata dai sindacati e dalla sinistra?

 

Dovessimo agire senza accordo con il governo e in una forma non sperimentale, ci sarebbe incostituzionalità. Ma io ricordo anche ai sindacati che l’articolo 11 del Dpr 285 prevede forme di sperimentazione anche di organico e di gestione del personale. E quindi vogliamo perseguire quella strada con il ministero, come è stata tentata la sperimentazione sulla valutazione degli insegnanti e tanti altri modelli validi ed efficaci nella nostra scuola. Quello che non possiamo fare è stare fermi, né in Lombardia né a livello nazionale.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
16/02/2012 - formazione-selezione-verifica costante=qualità (Claudio Cavalieri d'Oro)

Valentina Aprea fa affermazioni molto in linea con il mio pensiero più volte espresso su queste pagine. Se vogliamo che i nostri ragazzi ricevano una ISTRUZIONE (ma anche una EDUCAZIONE) all'altezza delle esigenze di competitività che regolano ormai il futuro mondiale, è altrettanto indispensabile che le stesse regole di competitività valgano anche per i docenti, che non possono più essere designati "burocraticamente" sulla base di punteggi fatti di tante cose tranne la verifica della loro effettiva idoneità provata sul campo. Ben venga una sperimentazione su scala regionale, con la prospettiva di estenderla poi, una volta verificati i risultati, su scala nazionale. In molte occasioni ho avuto nei miei corsi di "valorizzazione della risorsa umana" degli "insegnanti", e spessissimo (oltre 100.000) i genitori dei ragazzi affidati a questa preziosissima categoria professionale, e da anni e anni mi capita di verificare che, se i concorsi certificano una qualità basata sulla conoscenza della materia da insegnare, e (teoricamente) dei principi della didattica e della pedagogia, molto raramente (quasi mai!) coloro a cui sono affidate l'educazione e l'istruzione dei nostri futuri Cittadini risultano verificati su abilità come quella di "motivare" ed "educare" (nel senso di tirar fuori il meglio dei ragazzi loro affidati). Come spesso ho sotenuto in varie sedi, la vera Qualità di un "insegnante" non consiste nell'insegnare la propria materia, bensì nel saperla far AMARE dagli allievi.

 
14/02/2012 - (enrico maranzana)

Il reclutamento del personale è il momento conclusivo di un percorso che ha inizio dalla descrizione dettagliata dei risultati attesi: prassi consolidata e universalmente applicata. Nella regione lombarda, come si legge nella delibera, la relativa norma è stata pensata per l’istruzione professionale: la specificità delle prestazioni necessarie al percorso formativo giustifica la delibera. Generalizzare, come fa intendere l’intervistata, è prematuro, pericoloso, una tipica illusione degli innamorati. Se l’ipotesi fosse stata oculatamente proiettata sul territorio nazionale, a causa dell’assenza di scuole che abbiano POF concepiti in conformità alle indicazioni dell’art. 2 della legge Moratti del 2003, si coglierebbe l'inconsistenza delle trionfali dichiarazioni.