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SCUOLA/ Quel "Regolamento" da rottamare per salvare l'istruzione degli adulti

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Si sa che le cose non sono andate così. A causa delle esigenze di bilancio, il numero degli studenti necessario per l’istituzione delle istituzioni autonome è continuamente cresciuto: non gli iscritti, in primo luogo, ma gli scrutinati ( e questo è sensato); non gli adulti certificati dei corsi di italiano per stranieri, ma solo quelli che li frequentano come segmento del corso per il conseguimento del titolo di studio ( e questo è assai meno sensato); nessun incremento delle dirigenze a livello provinciale. Inoltre, non è mai stato chiarito definitivamente se nei CPIA dovessero frequentare anche gli studenti del triennio e a quali insegnanti dovesse essere affidato il compito di garantire il conseguimento delle competenze previste nelle discipline dell’area di base (quelli dei bienni serali o quelli dei CTP?), e con quali rapporti con gli insegnanti delle diverse aree di indirizzo.

La serie infinita di ritardi, marce indietro, incertezze, che ha incontrato l’approvazione del Regolamento sta secondo me in questo conflitto tra il mantenimento dell’impostazione originaria, cioè di fatto un aumento delle dirigenze ( improponibile oggi per evidenti ragioni di bilancio) e la difficoltà – al limite dell’impossibilità – di gestione delle dimensioni previste nelle versioni successive: una miriade di sedi e di interlocutori, oltre tutto in assenza di uno staff di collaboratori.

Ma se questa scelta di non scegliere può essere stata comprensibile fino ad ora, l’entrata in vigore nelle classi terze del riordino impone risposte chiare ed immediate. E allora, perché non bypassare – almeno per ora – la questione organizzativa delle dirigenze specifiche, puntando invece su alcune questioni ordinamentali che sembrano più che mature nella pratica delle migliori scuole?

In sostanza, si potrebbe benissimo non toccare la struttura attuale che lascia ai CTP il compito di preparare gli adulti all’esame di licenza media, di provvedere all’alfabetizzazione linguistica e, con risorse proprie, di organizzare i corsi brevi richiesti dal territorio ( che ci sono e sono tanti); al biennio delle superiori quello di consolidare le competenze dell’area di base anche attraverso la necessaria integrazione con l’area di indirizzo; al triennio quello di assicurare le competenze del profilo professionale. Agli istituti professionali la possibilità di innestare nei loro percorsi quelli delle qualifiche a titolarità regionale previsti dagli organici raccordi tra istruzione e formazione regionale.

Tutto resterebbe dunque come ora su questo piano (salvo le modifiche legate al dimensionamento generale), ma con alcune fondamentali innovazioni che potrebbero consentire di versare vino davvero nuovo nelle botti vecchie, che sono peraltro in parte già previste nelle bozze di Regolamento finora circolate.



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COMMENTI
17/02/2012 - il cattivo giorno si vede dal mattino (Claudio Cereda)

Grazie Aldo; adesso siamo in due. Mi aspettavo che ci fosse almeno qualcosa di nuovo nella circolare delle iscrizioni. Il termine è fissato al 31 maggio e poi si aggiunge: "Resta inteso, comunque, che, attraverso l’adozione di formale, motivato provvedimento per ogni studente accolto, è consentito accettare iscrizioni anche dopo la data del 31 maggio 2012 e, ordinariamente, non oltre l’inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2012-2013". Nulla su Sirio, nulla sulla formazione delle future terze, nulla sull'organico e in più un provvedimento per ogni studente accolto e senza ricadute sull'organico. Il governo dei tecnici intende occuparsene o il riferimento rimane la burocrazia ministeriale?