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SCUOLA/ 2. Noi, genitori part-time, perché ci stupiamo del prof che spaccia in classe?

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La legge, è vero. Ma le leggi si trasgrediscono sempre e dappertutto, non bastano le regole a tener vivi la ragione e il cuore. Allora, perché? Siamo adulti per finta, invecchiati i volti e ingrigiti i capelli, pingui i fianchi, ma deboli di desideri, stanchi di sfide.

Incontrare un bambino, un ragazzo, credere in lui, proporgli una strada perché scopra la realtà, perché cammini verso un destino felice, è una sfida esaltante. Occorre essere saldi, e felici a nostra volta.

Occorre avere un significato da proporre. Questo vale per genitori e insegnanti, preti e suore, catechisti e dirigenti di società sportive. Un significato più forte del nichilismo che impera. Più forte di chi s’indigna perché qualcuno ha osato ricordare che chi studia non è uno sfigato. Più forte di chi  ti induce a credere che se sei volgare finisci in tivù, e ci fai i soldi, e se sei donna, basta imporre tette e gambe, altro che fare le secchione sui banchi. I nostri figli sono lo specchio di quel che una generazione di adulti ha mostrato come valore, come impegno.

O cambiamo noi, o scandalizzarci dei maestri cattivi non servirà a nulla. Da punire, senz’altro, ma altri ne seguiranno, sempre di più. Bisogna essere molto amati, per saper amare. Bisogna avere maestri da seguire, per essere maestri. Ognuno cominci a cercare per sé.



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