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SCUOLA/ Le due Italie dei prof separate dal web. Ecco come riunirle

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In Italia il digital divide è causato in primo impatto dalla assenza di infrastrutture adeguate, e riguarda la mancanza di un collegamento ad internet veloce. Alcune zone del nostro Paese, infatti, non sono raggiunte dalla banda larga, per cui un’elevata percentuale della popolazione italiana si trova a dover vivere in condizione di digital divide. Nelle scuole la differenza si nota tra quelle residenti nelle città e lungo le coste, e quelle ubicate nelle zone rurali e nell’entroterra. Un esempio particolarmente calzante è quello di Alice 7 mega di Telecom Italia, che prevede una velocità di navigazione in download fino 7 Mega. È facile vedere, però, sul sito della Telecom che per le aree incluse nel progetto anti digital divide la velocità di trasmissione è pari a 640 Kbps in download. Una possibile soluzione al problema digital divide in Italia potrebbe essere rappresentata dai sistemi Wimax, ovvero da una tecnologia di trasmissione di rete a banda larga senza fili. Il Wimax è un potente sistema di trasmissione internet che consente l’accesso alla rete oltre i 50 Km di distanza, garantendo una copertura anche nelle zone rurali. Nel caso del digital divide non basta sapere che un certo gruppo di famiglie possiede un computer collegato a internet, ma occorre valutare se l’hardware e il software sono adeguati e il suo uso è consapevole.

Uno studio del divario digitale tra gli insegnanti italiani non può dunque riguardare solo il possesso ma rilevare ed analizzare la qualità delle attrezzature e il loro utilizzo, fino all’uso didatticamente sofisticato con tecnologie d’avanguardia, in altre parole è necessario un particolareggiato studio di digital inequalities.

Alcune ricerche internazionali indicano il genere, l’età, l’istruzione, il luogo di residenza e di occupazione, il reddito, come fattori individuali che incidono sulle differenze digitali. Queste differenze digitali si evidenziano per effetto del sempre più crescente “ invecchiamento” della categoria degli insegnanti, e dalle caratteristiche dell’ambiente lavorativo, come ad esempio quello della scuola materna da confrontarsi con quello di un istituto tecnico con vocazione e piano di studi indirizzato alle nuove tecnologie. Altre cause che incrementano il fenomeno del digital divide sono rappresentate dalle scelte di governance, eseguite da importanti provider che, per un immediato ritorno economico, investono di più in centri urbani rispetto ai piccoli paesi di montagna.

Nella scuola, considerando le dovute eccezioni, nonostante l’appiattimento verso il basso degli stipendi, la posizione sociale di un anziano maestro monoreddito residente in un piccolo paese montano del meridione, con moglie e figli a carico, è diversa – in riferimento al digital divide – rispetto a quella di una giovane professoressa di matematica che insegna in un istituto tecnico di una città capoluogo di regione del nord, moglie di un importante libero professionista. Quest’ultima, infatti, riuscirà a capitalizzare le opportunità offerte dalla rete a scapito del maestro preso ad esempio, che avrà strumenti per insegnare tecniche e metodi didattici che non rispondono più a una scuola moderna rivolta al futuro, penalizzando, e non poco, i propri studenti.



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