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SCUOLA/ Un prof: caro ministro, il '68 è finito e insegnare non è un ripiego

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Per questo è urgente che il ministro proceda dando a questi giovani la possibilità di abilitarsi. E lo faccia presto! È dal 2008 che un giovane non può accedere ad una scuola che lo abiliti all’insegnamento, il che rappresenta una grave ingiustizia, un diritto viene gravemente leso, il diritto ad essere messo nelle condizioni minime per poter insegnare. Vi è ormai una generazione di insegnanti ferma ai blocchi di partenza, con governi inadempienti che non sanno trovare i finanziamenti necessari per abilitare chi lo chiede. È una vergogna questo fastidioso chiacchiericcio nei corridoi del potere senza nulla di concreto, parole e parole senza nessun provvedimento. 

In secondo luogo sta la necessità di trovare nuovi sistemi di reclutamento, senza ripetere il meccanismo appesantito e inefficace dei concorsoni. Da questo punto di vista il ministro Profumo dovrebbe guardare con attenzione al suggerimento che viene dalla Regione Lombardia: sono le scuole il soggetto che può scegliere i professori più adeguati al progetto educativo che una scuola vuol realizzare. Si rendano le scuole autonome, le si metta nella condizione di poter reclutare gli insegnanti. Sarebbe interessante procedere in questo direzione, una direzione che non è null’altro che la realizzazione dell’autonomia.  



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COMMENTI
19/02/2012 - Insegnare richiede professionalità (enrico maranzana)

La genericità, i luoghi comuni non aiutano, servono solo a lasciare le cose esattamente come stanno. Vediamo perché. Nella scuola il 68 ha indotto il legislatore a elaborare i decreti delegati: puntuale applicazione dei dettami scientifici dell’organizzazione, principi che trovano universale applicazione nel mondo contemporaneo. Sono stati previsti organismi strategici, tattici, di coordinamento e operativi: si legga quanto afferma l’on. Aprea nella presentazione del DDL che porta il suo nome, per constatare la superficialità con cui il problema è stato affrontato. Un buon padre di famiglia, prima di effettuare una sostituzione o un cambiamento, ricerca e rimuove le cause delle disfunzioni che si sono manifestate. Anche l’idea di autonomia è, nello scritto, piegata e snaturata; si sposta l’attenzione sul reclutamento del personale per occultare la sistematica elusione del suo fondamento: la progettazione formativa, educativa e dell’istruzione. In questa situazione la chiamata diretta dei docenti appare del tutto simile a quella che si verificherebbe se una persona pretende l’emissione di biglietto del treno senza conoscere la destinazione del suo viaggio.