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UNIVERSITA’/ La spending review? Una "molla" per fare atenei più virtuosi

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«Credo che si possa solo approvare qualsiasi azione che miri a ridurre gli sprechi e a eliminare le inefficienze, e questo deve valere per tutti i ministeri, per tutte le attività istituzionali e per tutte quelle organizzazioni che sono collegate a finanziamenti statali o regionali». Marco Ricotti, docente di Impianti nucleari al Politecnico di Milano nonché delegato del rettore del Politecnico alla Ricerca, contattato da IlSussidiario.net, commenta la prima bozza del programma, elaborato dal Comitato sulla riqualificazione della spesa guidato dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che prevede una spending review non solo limitata ai ministeri e agli enti pubblici, ma anche alle università.

Proprio queste ultime, secondo Ricotti, «vista la situazione delicata in cui si trova il Paese, hanno il dovere di usare al meglio i finanziamenti che ricevono dallo Stato. Per quanto riguarda il Politecnico di Milano, posso dire che è una di quelle università cosiddette “virtuose” in cui meno di due terzi della parte statale che riceve è usata per pagare il personale, mentre altri atenei utilizzano quasi la totalità del finanziamento statale ricevuto. Oltre a cercare di utilizzare al meglio i finanziamenti che arrivano dallo Stato, alcune università italiane riescono anche ad attingere, sul mercato competitivo, a nuovi finanziamenti per la ricerca regionali, nazionali e internazionali, attraverso diverse partnership con le aziende. Anche in questo caso è importante che questi fondi non siano sprecati, quindi è necessario che tutte le università curino al meglio il loro bilanci e facciano fruttare tutte le opportunità che riescono ad ottenere».

Di conseguenza, ci spiega Marco Ricotti, «i direttori amministrativi hanno una responsabilità importante, come anche il rettorato, il senato accademico e il consiglio d’amministrazione delle varie università, che devono rispondere della gestione delle finanze, ovviamente attraverso una sinergia, un lavoro di squadra, per individuare le voci sulle quali è possibile effettivamente risparmiare.



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