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SCUOLA/ Insegnare per competenze? Combattere Gentile con l'esperienza

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Intanto va precisato che la competenza non è un oggetto che possa essere insegnato e/o trasmesso dal docente al discente, ma è una qualità della persona che diviene visibile, quando il soggetto diventa capace di mobilitare le proprie risorse per affrontare e risolvere i problemi che gli vengono affidati o che la realtà gli mette davanti. Questa caratteristica costringe dunque i docenti a prestare attenzione al fatto che ciò che essi insegnano si traduca in effettivo apprendimento. Finalizzare l’insegnamento all’acquisizione delle competenze presuppone la presa d’atto che gli studenti apprendono meglio quando costruiscono il loro sapere in modo attivo attraverso situazioni di apprendimento fondate sull’esperienza. Aiutando gli studenti a scoprire e perseguire interessi, si può elevare al massimo il loro grado di coinvolgimento e la scoperta dei loro talenti. La didattica per competenze, nella misura in cui queste non sono riducibili ai contenuti disciplinari sottostanti, spinge i docenti a lavorare insieme per una proposta formativa unitaria dotata di senso, ben organizzata, adatta a fornire conoscenze e abilità. Quindi finalizzare l’insegnamento all’acquisizione delle competenze implica superare un’organizzazione dell’offerta formativa fondata sul lavoro individualistico del singolo docente. 

Per realizzare questo cambiamento di mentalità e incominciare a concepirsi come comunità tecnico-professionale, capace di leggere il bisogno formativo degli studenti a cui si rivolge e di elaborare di conseguenza una proposta formativa adeguata, può giocare un ruolo importante l’associazionismo professionale. L’associazione – chi scrive ne presiede una, Diesse Lombardia – inserisce il singolo docente in una rete, che lo libera dall’oppressione di problemi quotidiani, soffocanti, se affrontati solo individualmente, lo mette in contatto con le esperienze di altri colleghi, offre strumenti di sostegno intellettuale e tecnico alla crescita della sua professionalità. Lo hanno potuto sperimentare gli insegnanti già nel pomeriggio di venerdì scorso, dopo la Tavola rotonda della mattina, quando,  suddivisi per livello e indirizzo di scuola, hanno iniziato a riflettere sulle esperienze didattiche ed hanno deciso di continuare questo lavoro sia attraverso l’iscrizione a un forum di discussione sia attraverso incontri periodici online (web conferenze) e offline (seminari tematici). In un apposito spazio web, denominato “Diesse competenze” e messo loro a disposizione da Diesse Lombardia, essi potranno continuare a riflettere sulle loro esperienze in corso, a scambiarsi documenti, a confrontarsi.



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COMMENTI
20/02/2012 - La legge non è stata invitata al convegno (enrico maranzana)

“Il problema è quello di identificare la funzione della scuola” ha detto il prof. Crema aprendo il convegno che ha focalizzato la situazione della nostra scuola pubblica, la cui carta costitutiva è la legge. Se i lavori avessero sviluppato questa considerazione il loro esito sarebbe stato differente. Il legislatore, infatti, ha indicato nelle capacità e nelle competenze i traguardi che il sistema scolastico deve conseguire: le capacità sono entità astratte, evanescenti in quanto relative alla persona umana, sono la stella polare di tutti gli insegnamenti, si manifestano nei comportamenti (competenze) che gli studenti esibiscono quando affrontano un compito, sono la pietra di volta della scuola. Le capacità sono delle primitive che, associate alle conoscenze (primitive), generano le competenze (elementi derivati). Tutti gli insegnamenti trovano nelle capacità il loro significato: sarebbe stato utile porre al centro della tavola rotonda l’esplicitazione della strategia per portare a unità il servizio scolastico [problema affrontato e risolto, nel 1974, dai decreti delegati].