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SCUOLA/ Senza lavoro non c'è conoscenza. Neanche in classe

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Venerdì scorso, 17 febbraio, si è tenuto il convegno organizzato da Diesse Lombardia sul tema «Per una professionalità docente rinnovata. Insegnare per competenze», ospiti Giuseppe Bertagna, Dario Nicoli, Silvano Tagliagambe, Carmela Palumbo, Giuseppe Cosentino. Guarda il video dell’incontro

 

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COMMENTI
20/02/2012 - UNA NUOVA STAGIONE (Angelo Lucio Rossi)

E' evidente una nuova stagione nella scuola italiana. E' evidente un movimento dal basso che sta trasformando la scuola italiana coniugando conoscenze e competenze. L'idea fondamentale di una educazione rivolta ai ragazzi è il fatto che attraverso di essi si ricostruisce un Paese. Un'educazione che introduca al reale e che costituisca "un modo di vedere la vita e quindi di viverla, un modo particolare di stare nel mondo".(Maria Zambrano). Questo approccio richiede un lavoro per rispondere all'emergenza educativa. Nelle nostre scuole sono in atto tanti tentativi di presidi, insegnanti e studenti in direzione di una ripresa di responsabilità educativa che passa attraverso reti di scuole e rapporti con associazioni professionali che hanno a cuore una scuola che guarda al futuro. Dobbiamo con coraggio comunicarci le esperienze che dal basso stanno maturando una concezione di scuola dinamica, viva, aperta al territorio e soprattutto rispondente al nutrimento dei talenti dei nostri ragazzi.

 
20/02/2012 - Perchè non si capitalizza l'esperienza? (enrico maranzana)

“La maggioranza delle aziende ORMAI non chiede alla scuola di addestrare gli studenti per adattarli a ruoli rigidi e prestabiliti bensì di formarli a stare positivamente nel reale, scegliendo di accettare le sfide”. Vi ricordate l’esame di maturità del 69? Diceva proprio questo. Vi ricordate i programmi della scuola media? Muoveva in questa direzione. Vi ricordate i decreti delegati del 74? Ha assegnato la funzione formativa a un organismo strategico, appositamente costituito. Vi ricordate l’art. 2 della legge Moratti? Ha indicato nelle conoscenze e nelle abilità il terreno su cui progettare i percorsi educativi. Si potrebbe andar avanti e allungare di molto l’elenco! Molteplici le cause che sono alla base delle inadempienze indicate. Tra le tante: l’uso d’un linguaggio approssimativo. Si consideri ad esempio l’affermazione “i laboratori sono spazi in cui i ragazzi realizzano opere” mettendo a frutto le conoscenze acquisite. Non è questa l’impostazione dei regolamenti di riordino: la didattica è stata orientata alla “pratica dei metodi indagine propri dei diversi ambiti disciplinari” affinché gli studenti, da protagonisti, ripercorrendo itinerari di ricerca, acquisiscano comportamenti (competenze) utili alla loro interazione col mondo.