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SCUOLA/ L’assunzione diretta dei prof? Cari sindacati, la Costituzione dice sì...

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Non contrasta con l’art. 117 perché questo da un lato attribuisce alle Regioni la competenza legislativa concorrente sull’istruzione, e dall’altro costituzionalizza l’autonomia delle istituzioni scolastiche. Il pdl, al contrario, si muove proprio in questa linea e cioè nella direzione che la competenza delle Regioni non deve prevaricare l’autonomia delle scuola, semmai valorizzarla.

Non contrasta con l’art. 116 che prevede l’ipotesi di intese ad hoc tra Stato e singola Regione anche sul tema dell’istruzione, dettando, peraltro, un procedimento lungo e complesso per la realizzazione della stessa intesa.

Non si capisce, dunque, dove stia l’incostituzionalità, se non in una ormai retorica posizione secondo cui quando qualcosa non piace o è incostituzionale o non lo vuole l’Unione europea.

Sarebbe opportuno in un momento di rigore, bene impersonato dal governo tecnico, che chi assume tali posizioni si facesse carico dell’onere di dimostrarle in maniera puntuale e non sollevando ogni volta fuorvianti polveroni.

In realtà la vera questione è un’altra ed è strettamente connessa con l’inattuazione del Titolo V. Detto in estrema sintesi, il progetto di legge della Regione Lombardia non è attuabile se non all’interno di un contesto normativo che finalmente sblocchi l’attuazione del Titolo V attraverso il reale trasferimento dallo Stato alle Regioni (tutte le Regioni) delle funzioni amministrative e delle relative risorse per la gestione della materia dell’istruzione.

Al di fuori di tale contesto la singola intesa tra Regione Lombardia e Governo è ovviamente possibile, poiché lo consente l’art. 116, ma non avrebbe l’impatto che invece sarebbe necessario per scuotere l’intero sistema e modificarlo sulla base di una constatazione tanto semplice quanto difficile da realizzare. È certamente indispensabile modificare un sistema di reclutamento del personale docente che continua ad essere gestito senza alcuna attenzione alle reali necessità delle scuole e alle esigenze del sistema scolastico nel suo complesso. Ciò impedisce che si possa parlare veramente di valutazione (come si può valutare un dirigente che non può selezionare realmente il corpo docente; come si può valutare il miglioramento di una scuola se la variabile del fattore umano è totalmente etero diretta...); di assunzione di responsabilità, di governance ordinata del sistema, di reti di scuole, eccetera.

Da questo punto di vista bene ha fatto la Regione Lombardia a riproporre la questione dell’attuazione del Titolo V (siamo a 10 anni dalla revisione costituzionale del 2001 e le norme non sono ancora state attuate!). Bene ha fatto il ministro Profumo a non aver paura di aprire finalmente la partita. 



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COMMENTI
21/02/2012 - Un castello di carte (enrico maranzana)

Il buon padre di famiglia che vuole realizzare una nuova casa per i propri figli prima di iniziarne la costruzione consulta un geologo: opera irrazionalmente chi agisce senza conoscere la natura del terreno. Questo principio é valido anche in campo scolastico. *** La ricerca del punto d’intersezione tra la curva della domanda e quella dell’offerta è priva di significato se l’oggetto del negozio non ha specificazione. La comparazione tra l’art. 2 della legge 53/2003 e i POF è inequivocabile: gli amari frutti dell’accidia appaiono evidenti connotati da confusione e indeterminatezza. *** La dilatazione dell’oggetto dell’autonomia contiene un pericoloso azzardo: nella scuola pubblica “l’autonomia si sostanzia nella progettazione”, stile di vita di cui nei POF non c’è traccia. Chi affiderebbe la conduzione di un fondo a un individuo noto per inettitudine, insofferenza alle regole, insolvenza? *** Organizzazione verticistica? Il T.U. 297/94 è stato sistematicamente bypassato. *** La speranza riposta nel governo tecnico è significativamente attenuata dai dubbi manifestati in “100 giorni di Profumo” visibile in rete.

 
21/02/2012 - concorsi con requisiti su misura? (Vincenzo Pascuzzi)

Il concorso per diventare dirigente scolastico ha visto la partecipazione di 42.000 candidati per circa tremila posti. Come faranno i singoli istituti a smaltire una domanda che non sarà, magari, tanto alta ma che, in ogni caso, potrebbe rappresentare un problema non indifferente, dal punto di vista organizzativo come da quello della tempistica e degli eventuali costi? Chi gestirà i ricorsi? Certo, il bando potrebbe tagliare a monte, prevedendo requisiti tagliati ad hoc. ...ed ecco riaffiorare se non l'incostituzionalità, almeno l'illegalità.

 
21/02/2012 - c'è chi vede anche altri aspetti .... (Vincenzo Pascuzzi)

Svelato il mistero segreto della legge regionale di Formigoni - Aprea - Profumo: http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2476387.html .... La proposta Formigoni Aprea non si esaurisce negli elementi analizzati in precedenza. Il progetto regressivo e pericoloso che la ispira è un mosaico composto da molti tasselli ed altro ancora ci sarebbe da dire, a cominciare dal progetto della Scuola-Fondazione. Non dimentichiamo, però, che l’ex ministro, Fioroni, in un governo di centrosinistra, aveva proposto la stessa idea: “Scuole come fondazioni, cioè col vantaggio di agevolazioni fiscali e con la possibilità di ricevere donazioni da utilizzare per l' innovazione didattica e l' edilizia. Scuole con un nuovo organo al loro interno, un comitato esecutivo con rappresentanti di aziende, enti locali e terzo settore che affianca il preside nella gestione dei fondi. Qualcosa che assomiglia alla lontana ad un cda. Insomma scuole sempre più autonome. L'idea è del ministro dell' Istruzione. Giuseppe Fioroni l'ha lanciata durante il «conclave» dei ministri a Caserta” (G. Benedetti, dal Corriere della Sera del 13 gennaio 2007). Non c’è troppa distanza rispetto a quello che hanno successivamente proposto Moratti-Aprea, Gelmini–Aprea, Adesso Profumo–Formigoni e Aprea. ...

 
21/02/2012 - PER UNA SCUOLA DI QUALITA' (Angelo Lucio Rossi)

Una scuola di qualità va d'accordo con la burocrazia? Una scuola che vuole sostenere un apprendimento degli studenti efficace, documentato, utile e dotato di senso, spendibile nella società e capace di contribuire al suo miglioramento, in una prospettiva di maggiore responsabilità e protagonismo, va d'accordo con un reclutamento arcaico? E' arrivato il momento di superare un modello napoleonico di reclutamento per arrivare a rendere protagoniste le scuole autonome. Valorizzare l'autonomia scolastica significa dare la possibilità alle reti di scuole di assumere gli insegnanti attraverso regolari concorsi per valorizzare la comunità educativa e l'organizzazione come risorsa per l'apprendimento. E' in ballo una formazione efficace e una scuola che guarda al futuro.