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SCUOLA/ L’assunzione diretta dei prof? Cari sindacati, la Costituzione dice sì...

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Sta divampando una fuorviante polemica  sul progetto di legge della Regione Lombardia e precisamente sul suo articolo 8 che modifica una precedente legge regionale in materia di reclutamento del personale docente.

Due sono le accuse. Una giuridica, di incostituzionalità, fatta valere da quasi tutte le forze sindacali. L’altra politica, di inopportunità poiché, sostengono alcuni esponenti politici (in particolare l’ex ministro Fioroni), altre sono le questioni urgenti da affrontare al momento.

Si tratta, com’è ovvio, di due obiezioni che si muovono su due piani completamente diversi. La prima, quella circa l’incostituzionalità, è completamente infondata, come ora si cercherà di dimostrare. La seconda apre una diversa e più delicata questione e merita di essere esplorata sino in fondo. Ma cominciamo dalla prima, assumendo precisamente quanto è scritto nel pdl all’art. 8 su quello che potremmo definire il punto incriminato, e cioè laddove si legge:

Occorre superare questo modello di scuola: oggi il reclutamento dei docenti, la loro assegnazione alle scuole, i percorsi di carriera, sono governati da meccanismi che mescolano precarietà e inamovibilità, senza un legame con le esigenze educative, con meriti e capacità.
Con questa proposta si consentirebbe alle scuole statali di reclutare il personale docente con un concorso di istituto che realizza l’incrocio diretto fra domanda e offerta: si tratterebbe quindi di una forma di valorizzazione dell’autonomia scolastica legata al progetto didattico di ciascun istituto. I criteri del bando di concorso per il reclutamento sono stabiliti dalla Giunta regionale previa intesa con il Governo.
L’accordo con il Governo punterà da un lato a valorizzare gli elementi fondamentali per garantire i livelli minimi di prestazione di un’offerta unitaria a livello nazionale e dall’altro a favorire un dinamismo che porti a una diversificazione di progetti didattici coerenti con i fabbisogni richiesti dai percorsi di istruzione successivi e dalle richieste del mercato del lavoro, anche locale
”.

Difficile, dato il contesto della norma, comprendere dove stia l’incostituzionalità poiché essa non contrasta con nessuna delle norme costituzionali che si occupano dell’istruzione.

Non contrasta con l’art. 33 poiché fa salva la competenza statale esclusiva a dettare le norme generali sul reclutamento: l’intesa tra Regione e Governo, infatti, non potrà mai derogare alla legislazione nazionale in vigore poiché è una fonte non abilitata a ciò.

Non contrasta con l’art. 97 poiché non fa saltare la previsione del concorso pubblico per accedere ad una pubblica amministrazione. In caso di intesa, infatti, per accedere all’insegnamento vi sarà pur sempre un concorso pubblico, non più gestito dall’amministrazione statale centrale ma dalle scuole.



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COMMENTI
21/02/2012 - Un castello di carte (enrico maranzana)

Il buon padre di famiglia che vuole realizzare una nuova casa per i propri figli prima di iniziarne la costruzione consulta un geologo: opera irrazionalmente chi agisce senza conoscere la natura del terreno. Questo principio é valido anche in campo scolastico. *** La ricerca del punto d’intersezione tra la curva della domanda e quella dell’offerta è priva di significato se l’oggetto del negozio non ha specificazione. La comparazione tra l’art. 2 della legge 53/2003 e i POF è inequivocabile: gli amari frutti dell’accidia appaiono evidenti connotati da confusione e indeterminatezza. *** La dilatazione dell’oggetto dell’autonomia contiene un pericoloso azzardo: nella scuola pubblica “l’autonomia si sostanzia nella progettazione”, stile di vita di cui nei POF non c’è traccia. Chi affiderebbe la conduzione di un fondo a un individuo noto per inettitudine, insofferenza alle regole, insolvenza? *** Organizzazione verticistica? Il T.U. 297/94 è stato sistematicamente bypassato. *** La speranza riposta nel governo tecnico è significativamente attenuata dai dubbi manifestati in “100 giorni di Profumo” visibile in rete.

 
21/02/2012 - concorsi con requisiti su misura? (Vincenzo Pascuzzi)

Il concorso per diventare dirigente scolastico ha visto la partecipazione di 42.000 candidati per circa tremila posti. Come faranno i singoli istituti a smaltire una domanda che non sarà, magari, tanto alta ma che, in ogni caso, potrebbe rappresentare un problema non indifferente, dal punto di vista organizzativo come da quello della tempistica e degli eventuali costi? Chi gestirà i ricorsi? Certo, il bando potrebbe tagliare a monte, prevedendo requisiti tagliati ad hoc. ...ed ecco riaffiorare se non l'incostituzionalità, almeno l'illegalità.

 
21/02/2012 - c'è chi vede anche altri aspetti .... (Vincenzo Pascuzzi)

Svelato il mistero segreto della legge regionale di Formigoni - Aprea - Profumo: http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2476387.html .... La proposta Formigoni Aprea non si esaurisce negli elementi analizzati in precedenza. Il progetto regressivo e pericoloso che la ispira è un mosaico composto da molti tasselli ed altro ancora ci sarebbe da dire, a cominciare dal progetto della Scuola-Fondazione. Non dimentichiamo, però, che l’ex ministro, Fioroni, in un governo di centrosinistra, aveva proposto la stessa idea: “Scuole come fondazioni, cioè col vantaggio di agevolazioni fiscali e con la possibilità di ricevere donazioni da utilizzare per l' innovazione didattica e l' edilizia. Scuole con un nuovo organo al loro interno, un comitato esecutivo con rappresentanti di aziende, enti locali e terzo settore che affianca il preside nella gestione dei fondi. Qualcosa che assomiglia alla lontana ad un cda. Insomma scuole sempre più autonome. L'idea è del ministro dell' Istruzione. Giuseppe Fioroni l'ha lanciata durante il «conclave» dei ministri a Caserta” (G. Benedetti, dal Corriere della Sera del 13 gennaio 2007). Non c’è troppa distanza rispetto a quello che hanno successivamente proposto Moratti-Aprea, Gelmini–Aprea, Adesso Profumo–Formigoni e Aprea. ...

 
21/02/2012 - PER UNA SCUOLA DI QUALITA' (Angelo Lucio Rossi)

Una scuola di qualità va d'accordo con la burocrazia? Una scuola che vuole sostenere un apprendimento degli studenti efficace, documentato, utile e dotato di senso, spendibile nella società e capace di contribuire al suo miglioramento, in una prospettiva di maggiore responsabilità e protagonismo, va d'accordo con un reclutamento arcaico? E' arrivato il momento di superare un modello napoleonico di reclutamento per arrivare a rendere protagoniste le scuole autonome. Valorizzare l'autonomia scolastica significa dare la possibilità alle reti di scuole di assumere gli insegnanti attraverso regolari concorsi per valorizzare la comunità educativa e l'organizzazione come risorsa per l'apprendimento. E' in ballo una formazione efficace e una scuola che guarda al futuro.