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SCUOLA/ Se Monti usa l’Ici per bastonare le paritarie

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10. Ospedale gestito da congregazione: non deve pagare, in quanto attività sanitaria, ma solo a condizione che la struttura sia accreditata dal servizio sanitario nazionale.

11. Clinica privata gestita da congregazione religiosa: deve pagare.

12. Albergo gestito da un ordine religioso (e con cappella annessa): deve pagare, in quanto gli alberghi non sono esenti. Non paga solo se è una casa di accoglienza per soggetti predefiniti (es: per parenti dei malati), e a condizione che le rette siano inferiori ai prezzi di mercato.

(Studio tratto da Avvenire del 10 dicembre 2011, a firma Massimo Calvi)

 

Il problema vero della norma, dunque, è la riconduzione di ogni attività cosiddetta commerciale al sistema impositivo dell’Ici/Imu senza alcuna attenzione alla natura no profit delle opere che utilizzano i locali.

E visto che si è ancora in tempo per rimediare ad eventuali errori, è bene che il governo Monti tenga presente che siffatta norma potrebbe portare nell’immediato qualche spicciolo nelle casse dello Stato esattore, ma che in breve tempo rischierebbe di rivelarsi un formidabile boomerang. Sono state sparate cifre enormi: 400, 700, 2.000 milioni di euro di nuovi entrate per il fisco. Macché; l’introito complessivo che si realizzerebbe con l’emendamento sarebbe di circa 100 milioni di euro, che sono davvero briciole a confronto dei nuovi oneri (e degli enormi problemi sociali!) che lo Stato dovrebbe sostenere se gli enti cessassero le loro attività di solidarietà sociale.

Un piccolo esempio per capirci meglio. Moltissime scuole paritarie sono ospitate in locali di proprietà ecclesiastica, ed è questione letteralmente di vita e di morte per molti di questi istituti non aver un ulteriore aggravio di costi grazie al sistema impositivo Ici/Imu (è già un bagno di sangue adesso per costi del personale, costi ordinari e straordinari di gestione, manutenzione delle strutture e altri balzelli...).

Nell’attuale contingenza economica, che vede una sensibile riduzione di iscritti perché molte famiglie non riescono a far fronte alla retta scolastica, diverse scuole paritarie di ogni ordine e grado hanno già dovuto chiudere non per mancanza di iscritti ma per insostenibilità economica. E si tratta di enti senza scopo di lucro (le scuole paritarie con scopo di lucro in Italia sono una assoluta minoranza). Lo sa il governo Monti che la scuola paritaria, pubblica esattamente come la statale, fa “risparmiare” allo Stato 6 miliardi di euro all’anno? Ha senso farla chiudere?

Bene, è solo un piccolo esempio, tanto piccolo che se il governo “tecnico” (quindi di persone che dovrebbero saper far bene i conti) varasse tale norma, penalizzando così tutto il non profit esistente in Italia, avrebbe bisogno di moltiplicare la suddetta cifra per molte volte, prima di arrivare al totale del danno per le casse dello Stato. Siamo proprio sicuri che si voglia arrivare a tanto?

 

 

 

 

 

 



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