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APPRENDISTATO/ L’esperto: lavoro e formazione, ecco cosa cambia

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Innanzitutto per attivare questo apprendistato non è stato necessario un accordo tra singola Regione e ministeri, ma tra tutte le Regioni e lo Stato, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Il testo di cui stiamo parlando è in pratica una proposta di tutte le Regioni al governo proprio per arrivare a questo accordo.

L’ulteriore cambiamento?

Il secondo elemento riguarda il fatto che si può raggiungere non solo la qualifica di istruzione e formazione professionale, ma anche il diploma professionalizzante che di norma viene raggiunto dai ragazzi che eseguono questi percorsi dopo 4 anni di studi. La terza novità è invece rappresentata dal fatto che la partecipazione a questo apprendistato di primo livello è consentita anche ai ragazzi fino ai 25 anni, quindi non solo ai minorenni.

Cosa può dirci dell’importanza di questo tipo di contratto?

Si tratta di uno schema di accordo che le Regioni hanno proposto e che dovrà poi essere vagliato dai ministeri, in particolare dell’Istruzione e del Lavoro, e giungere in sede di Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione. Il governo e le parti sociali stanno puntando sull’apprendistato come forma contrattuale privilegiata per l’ingresso nel mercato del lavoro. Non solo sull’apprendistato di primo livello, ma anche sul secondo, che riguarda sempre un percorso formativo, però più leggero perché non orientato al raggiungimento di un titolo di studio.

Sta quindi esprimendo un giudizio positivo?

Sicuramente l’apprendistato rappresenta una riforma di qualità, perché si tratta di un contratto con una componente formativa che, a tutti i livelli, permette di avere una prima esperienza nel mercato del lavoro. La seconda considerazione riguarda il fatto che, finalmente, anche nella cultura italiana, sta nascendo una affermazione positiva del riconoscimento del lavoro con valore formativo.

Cosa serve affinché l’apprendistato diventi davvero uno strumento così importante?

Se si vuole veramente che l’apprendistato diventi la forma prioritaria di accesso al mondo del lavoro per i giovani, è necessario che le parti sociali mettano a tema la questione della proporzionalità della retribuzione in relazione all’impegno formativo.

 

(Claudio Perlini)



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