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ICI E CHIESA/ 1. Colombo (Agesc): le paritarie fanno risparmiare lo Stato, assurdo farle pagare

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Maria Grazia Colombo (Imagoeconomica)  Maria Grazia Colombo (Imagoeconomica)

Che ci siano anche i diplomifici è un altro discorso, ma lo Stato attraverso il Miur ha dei criteri precisi per verificare se una scuola assolve il suo compito o fa altro. La Regione Lombardia mette a disposizione la dote scuola proprio perché lo Stato non finanzia in modo adeguato le scuole paritarie. In un momento in cui abbiamo un governo tecnico che fa di tutto per riuscire a tagliare quello che è troppo dispendioso e che non è una risorsa, per cui va giustamente a toccare tutti quei punti nevralgici in cui c’è una fuoriuscita di finanziamenti che non rientrano poi come risorse per tutto il Paese, è assurdo gravare in modo così pesante sulle scuole, che oltretutto fanno anche risparmiare lo Stato. Quando Monti parla di equità e di efficienza, dovrebbe quindi prima fare un po’ di calcoli.

 

Lo Stato dovrebbe tenere conto anche della natura non profit delle paritarie?

 

Certamente. Come si può pensare a un investimento e a una risorsa per il futuro dei giovani, anche dal punto di vista educativo, e poi introdurre una tassa del genere che penalizzerebbe moltissimo specialmente queste situazioni? Basti pensare alle scuole su tutto il territorio italiano. Al Sud spesso le scuole sono l’unica presenza e l’unica risorsa di aggregazione tra le famiglie e le persone. Tra quelle famiglie cioè che rappresentano il futuro dell’Italia, un Paese dove la crescita demografica è pari a zero. E noi andiamo a penalizzare queste realtà che sono di aiuto e di supporto importantissimo per l’esperienza educativa delle giovani famiglie?Dentro questa situazione penalizzare le scuole è controproducente sotto ogni punto di vista.

 

Occorrerebbe introdurre uno statuto ad hoc per il non profit?

 

Occorrerebbe trovare delle soluzioni tecniche che vadano bene per tutti. Ma il punto vincente per il futuro del nostro Paese è senz’altro aiutarci a fare in modo che ognuno di noi si riappropri di una funzione e di un compito proprio di ognuno, di una valenza sociale. Parlare di educazione significa parlare di qualcosa di pubblico, e non di privato. L’educazione è un bene sociale e noi dobbiamo aiutarci e aiutare i nostri educatori ad avere questo senso di appartenenza a una esperienza che non sia “privata” in senso negativo, ma a disposizione di tutti.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
26/02/2012 - Imu e Paritarie (Corrado Brizio)

C'è qualcosa da aggiungere a quanto dice la dottoressa Colombo? No. C'è qualche timore che il Governo non riesca a capire o faccia finta di non capire quanto è stato scritto e ricordato con tanta chiarezza? Sì. Sarebbe un vulnus a quella libertà pagata e ripagata a così caro prezzo da famiglie ed enti gestori? Sì. Sarebbe un di meno di libertà per tutto il nostro Paese? Sì. Se il Governo non capisce è auspicabile che i politici, se ci sono ancora, battano un colpo e lo battano con forza? Sì.