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SCUOLA/ 1. Fioroni: dopo lo sblocco dei Tfa ora svuotiamo le graduatorie

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Giuseppe Fioroni (InfoPhoto)  Giuseppe Fioroni (InfoPhoto)

Favorire la mobilità di tutti i non idonei (e sono circa 10mila) dal comparto scolastico alle altre amministrazioni dello Stato, dove siano reimpiegati in maniera rapida. Questo libererebbe dei posti per poter far partire una nuova procedura concorsuale con le nuove regole che, nel frattempo, il ministero dovrebbe emanare. Regole, una volta eliminate le graduatorie ad esaurimento, fondate sul merito. A questo punto, il ministro dovrà emanare, secondo la delega che il Parlamento gli ha concesso, le norme che prevedono il reclutamento.

Secondo quali criteri?

Si dovrà concepire, una volta superato il concorso, una fase di prova all'interno della scuola in cui le mansioni dell'aspirante docente non si limitino a quelle di un passacarte, ma siano assimilabili a quelle di un vero a proprio praticantato. Non potrà essere, quindi, di durata inferiore ad un anno. L'attività di tutoraggio e verifica da parte della scuola, inoltre, dovrà essere parte integrante della valutazione finale che avrà il compito di giudicare non solo l'idoneità all'accesso, ma anche quella ad esercitare effettivamente l'attività di docente.

A chi spetta il giudizio finale?

Credo che dovrebbe essere dato dalla scuola stessa.

Crede che debba esserci una sostanziale equipollenza tra il numero di Tfa e quello di posti disponibili per insegnare nelle scuole italiane?

Ovviamente no. 20mila è il numero di coloro che acquisiranno i titoli per essere impiegati nelle scuole paritarie o nelle università, o per partecipare al concorso quando sarà bandito. Va da sé che, se vi fosse equipollenza, non vi sarebbe più alcuna selezione per merito.

 

(Paolo Nessi)





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COMMENTI
29/02/2012 - Fare i conti senza l'oste (enrico maranzana)

“Si dovrà concepire una fase di prova all'interno della scuola in cui le mansioni dell'aspirante docente non si limitino a quelle di un passacarte, ma siano assimilabili a quelle di un vero a proprio praticantato. L'attività di tutoraggio e verifica da parte della scuola avrà il compito di giudicare non solo l'idoneità all'accesso, ma anche quella ad esercitare effettivamente l'attività di docente”. Un tipico discorso politico: parole accostate senza badare al loro significato, senza curarsi degli effetti. Il praticantato è un momento formativo che si sviluppa in ambiente produttivo: il tirocinante prende coscienza dei caratteri del mondo del lavoro. Sembra che l’ex ministro non si sia mai chiesto se la scuola è in grado di dare il buon esempio. Ha mai comparato l’ordinamento vigente con le strategie formative e educative indicate nei POF? Se l’avesse fatto avrebbe rilevato che la scuola opera per trasmettere conoscenza [CFR. paragrafo valutazione dei POF], avrebbe osservato che rappresenta un modello negativo, da non imitare in quanto difforme da quello previsto nell’ordinamento che mira allo sviluppo delle qualità dei giovani. Le capacità sono il fine .. le conoscenza gli strumento!