BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ 1. Fioroni: dopo lo sblocco dei Tfa ora svuotiamo le graduatorie

Pubblicazione:

Giuseppe Fioroni (InfoPhoto)  Giuseppe Fioroni (InfoPhoto)

Le nebbie si diradano in quella terra di nessuno ove le ambizioni di migliaia di giovani apparivano mal riposte. I Tirocini formativi attivi (Tfa), finalmente, sono stati sbloccati. Ora, chi vuol fare l'insegnante avrà modo di giocarsi le proprie carte. Con un fardello d'incertezza leggermente meno pesante di quanto risultava fino all'altro ieri. Il Miur ha ottenuto, dopo due mesi dal via libera del ministero della Funzione pubblica, anche il parere positivo di quello dell'Economia, potendo così liberare 4.275 posti per le scuole medie e 15.792 per le superiori. Saranno attivati entro giugno, mentre i test di ingresso per potervi accedere saranno istituiti entro primavera. Più di 20mila neolaureati che vi accederanno otterranno, quindi, l'abilitazione all'insegnamento per le scuole secondarie di primo e secondo livello entro l'anno scolastico 2013-2014. Sì, ma poi, che ne sarà di loro? Il commento dell'ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.

Anzitutto, quali valutazioni le suggerisce la notizia?

Tanto per cominciare, diciamo: meglio tardi che mai. Ora sarà necessario che il ministero dell'Istruzione e la Crui mettano rapidamente in atto tutte le pratiche necessarie per dar rapidamente concreta attuazione ai tirocini; sarà, inoltre, determinante sgomberare il campo da un equivoco abbastanza comune: non si tratta del prolungamento dell'università ma del corso che conferisce il requisito fondamentale per l'accesso alle procedure concorsuali, ovvero del primo gradino per accedere al reclutamento.

A tal proposito, quale dovrebbe essere, secondo lei, l'approccio selettivo più corretto?

Prima ci sono diversi passaggi: si deve porre, prioritariamente, rimedio al problema delle graduatorie ad esaurimento. In sostanza, devono esaurirsi effettivamente. Devono essere chiuse, con un patto d'onore affinché non siamo riaperte mai più. Altrimenti, la scuola - il luogo in cui per definizione è necessario lavorare stabilmente -, continuerà ad essere foriera di precarietà. Ad oggi, infatti, tali graduatorie sono diventate delle “autostrade” attraverso cui chi è fuori continua a rientrare.

Qual è il passo successivo?



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
29/02/2012 - Fare i conti senza l'oste (enrico maranzana)

“Si dovrà concepire una fase di prova all'interno della scuola in cui le mansioni dell'aspirante docente non si limitino a quelle di un passacarte, ma siano assimilabili a quelle di un vero a proprio praticantato. L'attività di tutoraggio e verifica da parte della scuola avrà il compito di giudicare non solo l'idoneità all'accesso, ma anche quella ad esercitare effettivamente l'attività di docente”. Un tipico discorso politico: parole accostate senza badare al loro significato, senza curarsi degli effetti. Il praticantato è un momento formativo che si sviluppa in ambiente produttivo: il tirocinante prende coscienza dei caratteri del mondo del lavoro. Sembra che l’ex ministro non si sia mai chiesto se la scuola è in grado di dare il buon esempio. Ha mai comparato l’ordinamento vigente con le strategie formative e educative indicate nei POF? Se l’avesse fatto avrebbe rilevato che la scuola opera per trasmettere conoscenza [CFR. paragrafo valutazione dei POF], avrebbe osservato che rappresenta un modello negativo, da non imitare in quanto difforme da quello previsto nell’ordinamento che mira allo sviluppo delle qualità dei giovani. Le capacità sono il fine .. le conoscenza gli strumento!