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SCUOLA/ 3. Liberalizzare, il miglior antidoto alla "scuola dei ricchi"

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Quasi ovunque, infatti, le scuole libere “costano meno” delle governative. In Svezia, ad esempio, il finanziamento pro capite per le istituzioni libere sovvenzionate è del 6-7% in meno rispetto alle municipali. Va aggiunto che, diversamente dalle scuole municipali quelle governative-dependent pagano l’imposta sul valore aggiunto, che porta a pesare meno sulla collettività.

Questa vision è condivisa dall’azione decisa di molti governi (svedese, finlandese, danese, norvegese, olandese e, più recentemente, inglese...). In questi paesi viene finanziato dall’80% al 100% del costo alunno della scuola non governativa (in genere non profit) la quale, ad esempio, in Olanda arriva a raggiungere 7 istituzioni scolastiche su 10.

Inoltre, un costruttivo confronto e una moderata concorrenza tra istituzioni governative (non più autoreferenziali) e libere, sembra torni a beneficio dell’intero sistema. Come sostenuto dalla Swedish National Agency for Education, le stesse scuole governative espongono migliori risultati nei territori dove c’è più competizione.

Infine, nei paesi del nord Europa, cade anche il mito della selezione discriminante da parte delle scuole libere.

Il caso del sistema olandese, liberalizzato dal 1917 (un diritto sancito dalla Costituzione), è emblematico, perché non si nota più un’apprezzabile differenza di composizione sociale tra gli iscritti a scuole governative e non.

In Svezia, dove nelle grandi città il 40% degli studenti frequenta ormai le scuole libere (friskolor) liceali e professionalizzanti, la proporzione di alunni con background straniero è praticamente la stessa nelle scuole municipali e libere. Queste ultime, pur esibendo le caratteristiche da condividere del proprio progetto educativo, non possono scegliere per abilità, status e razza i loro studenti, ma ne sono scelte. Inoltre, non possono imporre rette. Così come in altre realtà del nord Europa, come quella olandese, questo fenomeno ci fa comprendere che, nei contesti consolidati di parità effettiva delle scelte, la natura delle scuole libere tende a perdere la connotazione selettiva.

Nei paesi dell’Ocse, gli studenti delle scuole libere con famiglie di basso reddito si avvantaggiano  più di quelli con genitori facoltosi. La liberalizzazione del sistema scolastico (già, perché di liberalizzazione autentica si tratta), non ha portato al “ghetto dei ricchi” ma alla sostituzione delle scuole scadenti con quelle più inclusive, tra le migliori sulla piazza.

 



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