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SCUOLA/ Docenti, non basta cambiare scuola per rimettersi in salute

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Prima di perdere la necessaria capacità di critica e giudizio, al docente in balia di se stesso non resta che fare autodiagnosi, come suggerisce questo brano estrapolato da un vecchio, ma non sorpassato articolo dello specialista Vittorio Lodolo D’Oria: “...Un cenno a parte merita la percezione – avvertita da numerosi pazienti – in base alla quale un soggetto si sente “mobbizzato”. Nei casi più importanti – e oramai avanzati per manifesto disagio psichico – l’individuo osservato si ritiene infatti, e non del tutto a torto, oggetto di un’azione di mobbing. Il confine tra la psicopatia e il mobbing è difficile da tracciare da parte dell’interessato in quanto le due realtà, dal suo punto d’osservazione, coincidono: infatti la persona che è a tutti gli effetti “attaccata” e messa all’indice dalla comunità circostante, ritiene tali atteggiamenti causa del proprio malessere anziché effetto”.

Resta valida la premessa di Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina (1908): “Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”. Nuovo appello a non sottovalutare la questione del Disagio mentale professionale (Dmp) della categoria degli insegnanti, sia al ministro “tecnico” Francesco Profumo sia  ai suoi illustri sottosegretari designati a coadiuvarlo, durante questo frangente storico di transizione, nell’ardua impresa di usare correttamente proprio quella protesi indispensabile che è la lente d’ingrandimento... 



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COMMENTI
07/02/2012 - "diagnosi" (Anna Di Gennaro)

Gentile Enrico Maranzana, anche se in ritardo, le sono grata per il suo commento. Ma le diagnosi spettano ai medici...

 
04/02/2012 - dai sintomi alla diagnosi (enrico maranzana)

“Chi si allontana cerca un luogo di lavoro maggiormente appagante, un dirigente scolastico noto per saper gestire bene le situazioni di emergenza, colleghi disponibili al lavoro di équipe e genitori che sappiano svolgere il loro compito di educatori senza intromettersi troppo nelle scelte dell’insegnante” situazione “quasi sempre disattesa dalla realtà”. Due sono i soggetti in gioco: la persona e l’ambiente. Per osservare il primo si usa la lente di ingrandimento, per focalizzare il secondo il macroscopio, strumento che offusca i particolari facendo risaltare dinamiche e strutture. E’ questa seconda visione che consente di cogliere la causa dal Dmp: la lente di ingrandimento ne restituisce solo gli effetti. Seguendo la scansione proposta si rileva: il dirigente scolastico, non redigendo Ordini Del Giorno calibrati, non fornisce il soffio vitale agli organismi collegiali.. i colleghi, che competono tra loro, non condividono strategie formative, educative, d’istruzione, didattiche.. i genitori, membri del consiglio di istituto, non orientano il sistema scolastico e non definiscono “gli indirizzi generali” e vivono nel mondo dei sogni, da sudditi. Le parole del prof. Monti cadono a pennello “è bello cambiare, accettare le sfide” poste da una società in frenetica evoluzione. E’ forse il caso di annotare che “bello” sta per “vitale”! Drammatico, significativo e colposo il fatto che il servizio scolastico sia rimasto al palo nonostante la road map fornita dal legislatore.