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UNIVERSITA’/ Civardi (Job Placement): i giovani e il "posto fisso"? Un problema di ambizioni...

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Ma, il problema, è sempre lo stesso: «gli studenti non hanno chiaro che è opportuno scegliere un percorso piuttosto che un altro. Non sanno ancora, per l’appunto, cosa vogliono fare». Tutto ciò è accade in virtù di una colpa originale. «Non sempre è stato così. Fino a quando l’università non era di massa, chi la frequentava sapeva benissimo che lavoro voleva e sarebbe andato a fare. Molti, ormai, si iscrivono senza sufficiente consapevolezza».



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COMMENTI
05/02/2012 - Elevare il punto d'osservazione (enrico maranzana)

“Fino a quando l’università non era di massa, chi la frequentava sapeva benissimo che lavoro voleva e sarebbe andato a fare. Molti, ormai, si iscrivono senza sufficiente consapevolezza” è una conclusione in bianco e nero. La variabile iscritti è trascurabile mentre non lo è la velocità dell’evoluzione socio-culturale: quello che è vero e utile oggi, domani, potrebbe non esserlo più .. diventando persino controproducente. La mancanza di consapevolezza descrive la realtà ma, “il cercare di chiarire bene le idee agli studenti nella fase di orientamento universitario” è una responsabilità di dimensioni temporali non limitabile alla sola fase d’ingresso negli atenei. L’ordinamento dell’ex scuola media, infatti, afferma che i programmi ministeriali hanno funzione esclusivamente orientativa; i regolamenti di riordino, in perfetta continuità, indirizzano l’azione formativa delle scuole alla promozione di competenze che si persegue utilizzando strumentale la conoscenza. Ma le scuole e la commissioni che lo scorso anno hanno stilato la indicazioni nazionali hanno fatto orecchi da mercante: ecco la cancrena! L’idea portante di “è bello cambiare, accettare le sfide” è stato rimossa per rimanere al calduccio di un passato che non c’è più.