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PENSIONI/ Milleproroghe. L'esperto: il governo si è dimenticato dei docenti

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Nel senso che se il governo dice di no all'emendamento proposto, ma poi il Senato fa un atto per così dire di forza, ma che riguarda la sua responsabilità politica e lo approva, penso che il governo abbia ben poco da opporre. Bisognerebbe insomma che la politica parlamentare riprenda un po' delle sue prerogative. Forse non sarebbe un errore.

In questo senso, come giudica quanto fatto fino a oggi da questo governo tecnico nei confronti del mondo della scuola? Pensa si stia facendo abbastanza?

Posso ovviamente dare solo un mio parere personalissimo, ma ritengo di no, non sta facendo abbastanza. Gli annunci fatti dal ministro credo siano nteressanti, ma poi in realtà quello che è venuto fuori dal decreto sulle semplificazioni ha ridotto notevolmente la portata delle modifiche che erano state impiantate in precedenza e sempre da questo governo. Quello cioè che era stato annunciato in pratica poi è stato in buona parte tradito.

Ci può fare anche solo un esempio in questo senso?

Ad esempio, la questione dell'autonomia responsabile che il ministro Profumo aveva anche chiaramente descritto e prefigurato in conferenza stampa la settimana scorsa. Dopo l'uscita di questo decreto dal Consiglio dei ministri, in realtà si è ridimensionato tutto con una promozione dell'autonomia e il budget di istituto sparito o rinviato a data da destinarsi. Va bene dire di oliare i macchinari come aveva già anticipato il ministro tempo fa, ma in realtà l'organico di istituto e di rete è tutto da vedersi. Tutti i guasti del sistema finora utilizzato per la definizione dell'organico restano.

È insomma davvero un governo tecnico che bada più ai tagli e alle spese.

Direi proprio di sì.



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COMMENTI
08/02/2012 - Pensioni scuola classe 1952 (Luca Giorgi)

L'esperto è troppo ottimista (un anno solo o poco più di ritardo?): Il docente che compie 60 anni nel 2012 (magari a gennaio) con 36 anni di contributi al 31/08/2012, che con la precedente normativa avrebbe potuto andare in pensione dal 1/9/2012 (poi rinviato al 1/9/2013 con l'introduzione della finestra mobile di Berlusconi-Tremonti) ora dovrà aspettare (anche per l'applicazione dell'aspettativa di vita in aumento) 43 anni se uomo, 42 se donna e potrà pensionarsi dal 1/9/2019, se uomo (sette anni di ritardo o sei con la finestra) e dal 1/9/2018, se donna (sei anni di ritardo o cinque con la finestra). Di altrettanto dovrà rimandare il percepimento della buonuscita oltre ai due anni di ulteriore congelamento,frutto della finanziaria dell'estate scorsa. Grazie