BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Consigli a Profumo per vincere la "guerra" dell’autonomia contro Monti

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Dunque il MIUR ha perso la sua battaglia con il MEF e le norme sulla scuola previste nel Decreto semplificazioni sono state derubricate a sperimentazioni e redazione di “linee guida” che il MIUR dovrà per lo più concertare proprio con il MEF, ovvero con chi ha dimostrato di non volere quelle innovazioni. Con il rischio quindi di non avere nessun organico dell’autonomia, nessun organico delle reti di scuole, nessuna assegnazione dei fondi direttamente alle scuole e nessuna abolizione dei vincoli di destinazione di questi fondi.

Come fare in modo che la sconfitta in battaglia non determini la sconfitta nella guerra? Facendo dell’avversario un alleato, ovvero comprendendone le ragioni (“se non puoi sconfiggere il nemico, fattelo amico” recita la saggezza popolare). Faccio due esempi sull’organico detto “funzionale” (che giustamente Profumo ha ribattezzato “dell’autonomia” e “delle reti”: due funzioni diverse e complementari). Il primo sui numeri, il secondo sulle modalità di assegnazione. La vulgata propagandata per lo più dai sindacati è che sia tutta una questione quantitativa: c’è l’organico attuale – che arriva alle scuole con i metodi attuali (classi di concorso molto rigide, organizzazione del lavoro altrettanto rigida, selezione del personale con metodi borbonici) – al quale aggiungere un tot per cento (10%?) che la scuola utilizza con flessibilità. Lo schema del primo decreto era ambiguo su questo punto e la Ragioneria molto semplicemente non s’è fidata.

Ma era obbligatorio procedere così? Solo se si pensa che i vantaggi derivanti dall’avere un organico di questo tipo siano esclusivamente numerici. Il vantaggio per il sistema derivante dall’introduzione dell’organico dell’autonomia e delle reti è invece soprattutto qualitativo perché scardina i vecchi vincoli: una migliore e più efficiente organizzazione è peraltro un argomento più efficace anche nei confronti del MEF. Parliamo di cambiamenti che preparano il terreno per la vera riforma di cui la scuola ha bisogno in questo ambito: flessibilizzare le classi di concorso; riformare l’organizzazione e la governance interna alle scuole; rivedere coerentemente stato giuridico e contratto nazionale, formazione selezione e assunzione dei docenti. Per i docenti, in particolare quelli precari, i vantaggi deriverebbero dal superamento della distinzione tra organico di fatto e di diritto (con una accelerazione della stabilizzazione dei precari stessi), per gli studenti e le loro famiglie il vantaggio deriverebbe dalla stabilizzazione del personale: il provvedimento parla(va) di organico triennale e in più l’organico di rete coprirebbe anche le supplenze brevi.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
07/02/2012 - “Il filo bianco” e “La scuola garrotata” (Vincenzo Pascuzzi)

MIUR vs MEF?! Battaglia, guerra?! Stiamo scherzando?! Il bravo Marco Campione, in buonissima fede, cerca così di dipingere di rosa o di verde una situazione che è buia e nera anche con Profumo e come lo era con Gelmini. MEF è Mario Monti cioè il governo, con lui non c’è partita. MIUR con Francesco Profumo conta come il 2 di bastoni essendo briscola denari, spade o coppe. Ha ragione Bruno Moretto con “Il filo bianco” da Fioroni prima, a Gelmini, ora a Profumo (se interessa vedere: http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120207093623 ). Ho – purtroppo e mio malgrado – ragione anch’io con “La scuola garrotata” (v. http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=15380). Di scuola se ne potrà parlare seriamente - FORSE - con la prossima generazione.

 
07/02/2012 - ... le Regioni? (Max Bruschi)

Articolo intelligente... siccome ho qualche dimestichezza nelle difficoltà con gli occhiuti custodi del MEF, più da testimone che da attore, immaginavo come sarebbe andata a finire. Non è questione di Profumo o Gelmini, Moratti o Fioroni, è questione di relazioni tra gli apparati dei due (spesso opposti) ministeri. Che, però, non si risolve affatto coinvolgendo le Regioni, viste le lezioni del passato sulle politiche di spesa (il caso della sanità è il più emblematico). Dubito che al MEF preferiscano moltiplicare per venti gli interlocutori, dati i precedenti.

RISPOSTA:

Che le Regioni vadano coinvolte le regioni lo dice il decreto e soprattutto lo prevede la Carta costituzionale (nuovo Titolo V). Una ventina di interlocutori sono comunque meglio delle migliaia di autonomie scolastiche come prevedeva di fare il decreto prima versione. MC