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MILLEPROROGHE/ Docenti precari, riaprire le graduatorie? Il Pd vuole cassare la riforma

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Attualmente se ne sta discutendo in Commissione cultura del Senato. Poi la cosa dovrà passare alle commissioni riunite e quindi all'Aula per il voto. Al Senato al momento sta prevalendo la proposta di abrogare l'emendamento.

Il governo potrebbe avere un ruolo decisivo?

C'è una spaccatura in atto fra le forze politiche di maggioranza. Certamente il governo dovrebbe prendere posizione, nella Commissione cultura del Senato si sta cercando di approvare un ordine del giorno che impegna il governo a impedire la riapertura. Questo sono gli ultimi passi in corso, ma al momento il governo non si è ancora espresso.

Lei ha definito la riapertura delle graduatorie un disastro: perché?

Come presidente di una associazione professionale posso dire che il fatto che le graduatorie dei precari siano chiuse è un vantaggio. 

Perché?

Perché questo implica che si vada avanti con il nuovo percorso del reclutamento, che non è quello basato sulle graduatorie. Vale a dire: abilitazione mediante Tfa (tirocinio formativo attivo) e successivo reclutamento.


E se invece riaprono le graduatorie?

Se vengono riaperte le graduatorie salta la proposta di un nuovo modo di reclutare i docenti e quindi si torna indietro di anni. Da abilitati si stava in graduatoria e si aspettava la chiamata delle scuole. Questo è stato un sistema che ha incrementato il precariato. Occorre invece tenerle chiuse, riaprirle sarebbe un disastro.

Non si potrebbero sistemare questi 23mila e poi partire con un nuovo sistema?

No, perché dietro di loro ce ne sono tanti altri in attesa di potersi in qualche modo abilitare. Se si apre a questo sistema occorre aspettarsi che altre migliaia chiedano di entrare. E' il meccanismo delle graduatorie a essere concepito in modo errato: per questo, giustamente, si è deciso che siano ad esaurimento. Solo a questa condizione possono svuotarsi, tramite i concorsi e le ammissioni a ruolo. Il nostro obbiettivo è di svuotarle, non di riaprirle.

Dunque questo emendamento del Pd suona come una toppa momentanea a fronte dell'esigenza di una riforma globale.

Esattamente. Quello che viene fuori è l'esigenza di approntare una riforma del reclutamento che il ministro, tra l'altro, si è impegnato a fare e nella quale deve insistere. Questa riforma deve mettere insieme l'abilitazione, il percorso di reclutamento e la chiamata delle scuole. Il sistema delle graduatorie è stato utile fino a un certo punto, ma adesso non è più opportuno.



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