BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IN CATTEDRA/ Zeman, il mister-insegnante per un giorno

Pubblicazione:

Zeman in visita alla scuola di Pescara  Zeman in visita alla scuola di Pescara

Il calcio come opportunità educativa, il calcio come divertimento, il calcio come gioco. Il calcio come esperienza di una vita. È quanto ha raccontato nei giorni scorsi a duecento bambini della scuola paritaria Domus Mariae di Pescara l’allenatore biancazzurro Zdenek Zeman, che ha accolto di buon grado l’invito dei docenti dello storico istituto del capoluogo adriatico per una lezione davvero originale. Al centro del dialogo con gli alunni delle elementari, prontissimi a fare domande pungenti e studiate, il calcio, l’esperienza di allenatore, il rispetto, il divertimento, gli schemi, la crescita. Zeman non si è tirato indietro e, divertito, ha parlato senza remore a chi, ancora oggi, crede che il mondo del pallone rimanga una grande opportunità di crescita.

Con Zeman, c’erano anche il presidente della società biancazzurra, Daniele Sebastiani, e due giocatori, Damiano Zanon e Simone Romagnoli, a rimarcare che il calcio non è un’espressione del singolo ma, piuttosto, un’esperienza di gruppo. A fare gli onori di casa, Casto Di Bonaventura, vicepresidente della Fondazione Santa Caterina, che gestisce la scuola, e la direttrice, Valentina Pistola: “La nostra scuola – ha detto quest’ultima nel suo saluto - vuole il massimo dagli alunni, non nel senso che chiediamo tutti 10, ma che la scuola sia esperienza di totalità. Ecco perché siamo lieti di avere tra di noi una persona che chiede il massimo ai suoi giocatori”.

Nelle sue risposte e considerazioni, Zeman ha riproposto la sua affascinante idea di calcio, fatta di gioco di squadra, imprescindibile lealtà, bel gioco che viene prima del risultato, dimensione educativa, prestanza fisica. Al bambino che gli ha chiesto quale lavoro avrebbe fatto se non fosse diventato allenatore, ha risposto “probabilmente il coach di qualche altro sport. Tutti gli sport aiutano a crescere se sanno trasmettere i valori della lealtà e del rispetto.

Inoltre, ho scelto di fare l’allenatore perché mi piace stare con i giovani”. Il mondo del pallone, poi, è stato il palcoscenico di una vita: “Non so se sono io che ho cercato il calcio o è stato il calcio a cercare me… Non dimentichiamo che questo sport prima di tutto è un gioco che deve divertirmi e far divertire, e tale va considerato”. Dell’apparente freddezza che lo contraddistingue ha parlato un bambino che gli ha chiesto: “Perché lei non esulta mai quando il Pescara segna?” “Il goal – ha detto – è un momento naturale della partita. Mi preoccupo quando la mia squadra non riesce a segnare.



  PAG. SUCC. >