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SCUOLA/ Chiosso: tecnici vs. licei, la crisi "guida" le famiglie

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Nel mezzo della crisi, gli istituti tecnici e i professionali scavalcano i licei. Il Miur ha reso noti i dati delle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado, dai quali si può vedere che le percentuali della Lombardia, pubblicate nei giorni scorsi, riguardavano in realtà una tendenza in atto a livello nazionale. Il 52 per cento degli studenti che andranno alle superiori l’anno prossimo varcheranno la soglia di un istituto tecnico (31,5%, 30,4% nel 2011) o di un istituto professionale (20,6%, 19,7% nel 2011). I licei scendono invece dal 49,9% del 2011 al 47,9% del prossimo anno. E tra i licei, è il classico a soffrire di più: perde quasi un punto, passando dal 7,52% al 6,66.
Intanto, nell’università, sempre più studenti decidono di fermarsi alla laurea di I livello, rinunciando al biennio magistrale per «assaggiare» subito il mercato del lavoro. Non solo: aumentano gli studenti che all’università rinunciano del tutto. Con Giorgio Chiosso, pedagogista e docente nell’Università di Torino, abbiamo tentato di capire che cosa sta cambiando.

Professore, l’istruzione tecnica e quella professionale sono in aumento, i licei arretrano. Come interpreta questo calo dell’istruzione liceale?

Per cominciare, sarei cauto. Innanzitutto, perché sono variazioni relativamente modeste: non parlerei di sorpasso storico, come si legge da qualche parte, ma di lievi inversioni di tendenza. Occorrerà vedere cosa accadrà nei prossimi anni. Seconda considerazione, sono dati nazionali: per capire meglio bisognerebbe disaggregarli secondo le quattro macroaree del Paese, e non solo.

In altri termini...

Per sposarli come cambio di tendenza vero e proprio, c’è tempo. Detto questo, restano significativi e qualche conclusione è comunque d’obbligo. Una prima spiegazione viene naturale: una parte delle famiglie è in difficoltà economica e non se la sente di sobbarcarsi un grande sacrifico a fronte di un esito incerto. Meglio, quindi, un diploma tecnico di uno liceale. La cosa più interessante è che sarebbe un ritorno a quello che si pensava negli anni 60 e 70. Il boom degli istituti tecnici fu anche dato dal fatto che garantivano un minimo di mobilità sociale entro limiti accettabili di sicurezza lavorativa.

Aumentano però i licei cosiddetti «leggeri», gli scientifici senza latino e con iniezioni di materie tecniche.

Questa è un secondo elemento da considerare: la ricerca di una scuola meno impegnativa. Nel contesto dell’opzione liceale, i licei «light» erodono una parte degli iscritti ai licei vecchio stampo; e infatti il classico è il liceo più penalizzato.

Può aver pesato, nella ritirata dei licei, anche l’insistenza sulla cultura imprenditoriale?



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COMMENTI
15/03/2012 - liceo scienze applicate: non piace più all'utenza? (Michele Borrielli)

diminuzione degli iscritti (da dati ministeriali pubblicati nella pagina web http://www.istruzione.it/web/ministero/cs120312 ): nei licei scientifici tradizionali dal 18.71% al 18.22%, nei licei scientifici opzione scienze applicate dal 5.24% al 4.15%!! L'assenza dei docenti chimici A013, espulsi nella maggior parte dei posti di liceo scientifico tecnologico nella sua trasformazione in liceo scienze applicate (unitamente alla notevole diminuzione del numero di ore e delle attività laboratoriali) si fa sentire... interessante il confronto tra il primo anno di un istituto professionale [32 ore settimanali totali di cui 2 ore settimanali di Scienze integrate (fisica) insegnate dal fisico A038+2 ore di scienze integrate (chimica) insegnate dal chimico A013 + 2 ore di scienze integrate (scienze della terra e biologia) insegnate dal naturalista o biologo della A060] e il primo anno di un liceo scientifico, tradizionale o delle scienze applicate [27 ore totali (3 meno della terza media) di cui 2 ore di fisica affidate al docente A049 o A038+2 ore nel tradizionale e 3 nell'opzione scienze applicate di "scienze naturali" (chimica, biologia e scienze della terra) affidate nei licei scientifici sempre e nell'opzione scienze applicate nella quasi totalità dei casi al docente naturalista o biologo della A060]...sarà anche questo uno dei motivi di calo di iscritti nei licei? Ma è interesse del Paese avere licei in cui la classe A013-futura A-34 (laureati in chimica,CTF...) è tenuta fuori?

 
15/03/2012 - I falsi profeti (enrico maranzana)

L’interpretazione del trend delle iscrizioni non può prescindere dagli aspetti culturali: i giovani e le famiglie vogliono il successo, la visibilità. Per fare un esempio; quando negli USA due persone si incontrano per la prima volta si sente spesso formulare la domanda:” Quanto guadagni?”. Su questo terreno la scuola non ha voce anche perché i POF sono generici, confusi, non finalizzati. Per la giustificazione di questo addebito si veda in rete: “Competenza: un concetto multiforme”, la cui lettura fornisce una chiave di decodifica dell’affermazione: ”le indicazioni nazionali per i licei e l’istruzione tecnica e professionale devono ancora produrre i loro effetti”. Esse, infatti, stravolgono le decisioni assunte a livello sovraordinato. Stridente appare il contrasto tra il concetto di competenza espresso nei regolamenti di riordino e quello che sostanzia le indicazioni nazionali che lo hanno fatto coincidere con conoscenze + abilità, incuranti del fatto che queste siano gli STRUMENTI della progettazione educativa.