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SCUOLA/ Chiosso: tecnici vs. licei, la crisi "guida" le famiglie

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Eviterei di fare ritocchi. Siamo reduci da un riassetto che non ha innovato molto e non è nemmeno entrato a regime, perché le indicazioni nazionali per i licei e l’istruzione tecnica e professionale devono ancora produrre i loro effetti. Il problema è piuttosto un altro, ed è l’occasione che ci siamo lasciati sfuggire nel 2003.

L’anno della riforma Moratti?

Sì. Quella legge prevedeva la costituzione di un unico sistema di istruzione e formazione che avesse però due gambe, una liceale e l’altra tecnico-professionale – come si diceva allora – entrambe di pari dignità. Lo Stato si sarebbe fatto carico della parte liceale, le regioni di quella tecnico professionale.

E dove starebbe l’occasione persa?

Ci avrebbe permesso di superare il cosiddetto modello gentiliano, che nel bene e nel male ha garantito la qualità della nostra scuola per decenni, ma che non poteva resistere indefinitamente alla prova del tempo. A mio modo di vedere, una doppia scuola della cultura – una di tipo prettamente liceale e l’altra centrata sul lavoro – non era una brutta idea. Ho detto cultura del lavoro, e non mero «addestramento» ad esso. Aver visto nella cultura professionale, e in parte anche in quella tecnica un «fare»  subalterno, è stato sempre un nostro errore culturale. La radice comune poteva e doveva essere la pari dignità dell’educazione al ragionamento, che si può sviluppare sia traducendo Tucidide dal greco, sia facendo una rilevazione topografica.

Un’occasione persa, ha detto. Si può riacciuffare?

Purtroppo, allo stato mi sembra improbabile.




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COMMENTI
15/03/2012 - liceo scienze applicate: non piace più all'utenza? (Michele Borrielli)

diminuzione degli iscritti (da dati ministeriali pubblicati nella pagina web http://www.istruzione.it/web/ministero/cs120312 ): nei licei scientifici tradizionali dal 18.71% al 18.22%, nei licei scientifici opzione scienze applicate dal 5.24% al 4.15%!! L'assenza dei docenti chimici A013, espulsi nella maggior parte dei posti di liceo scientifico tecnologico nella sua trasformazione in liceo scienze applicate (unitamente alla notevole diminuzione del numero di ore e delle attività laboratoriali) si fa sentire... interessante il confronto tra il primo anno di un istituto professionale [32 ore settimanali totali di cui 2 ore settimanali di Scienze integrate (fisica) insegnate dal fisico A038+2 ore di scienze integrate (chimica) insegnate dal chimico A013 + 2 ore di scienze integrate (scienze della terra e biologia) insegnate dal naturalista o biologo della A060] e il primo anno di un liceo scientifico, tradizionale o delle scienze applicate [27 ore totali (3 meno della terza media) di cui 2 ore di fisica affidate al docente A049 o A038+2 ore nel tradizionale e 3 nell'opzione scienze applicate di "scienze naturali" (chimica, biologia e scienze della terra) affidate nei licei scientifici sempre e nell'opzione scienze applicate nella quasi totalità dei casi al docente naturalista o biologo della A060]...sarà anche questo uno dei motivi di calo di iscritti nei licei? Ma è interesse del Paese avere licei in cui la classe A013-futura A-34 (laureati in chimica,CTF...) è tenuta fuori?

 
15/03/2012 - I falsi profeti (enrico maranzana)

L’interpretazione del trend delle iscrizioni non può prescindere dagli aspetti culturali: i giovani e le famiglie vogliono il successo, la visibilità. Per fare un esempio; quando negli USA due persone si incontrano per la prima volta si sente spesso formulare la domanda:” Quanto guadagni?”. Su questo terreno la scuola non ha voce anche perché i POF sono generici, confusi, non finalizzati. Per la giustificazione di questo addebito si veda in rete: “Competenza: un concetto multiforme”, la cui lettura fornisce una chiave di decodifica dell’affermazione: ”le indicazioni nazionali per i licei e l’istruzione tecnica e professionale devono ancora produrre i loro effetti”. Esse, infatti, stravolgono le decisioni assunte a livello sovraordinato. Stridente appare il contrasto tra il concetto di competenza espresso nei regolamenti di riordino e quello che sostanzia le indicazioni nazionali che lo hanno fatto coincidere con conoscenze + abilità, incuranti del fatto che queste siano gli STRUMENTI della progettazione educativa.