BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Ugolini (sottosegretario): Tfa, i numeri ci sono, ora i bandi e il concorso

Pubblicazione:

Precari in piazza (InfoPhoto)  Precari in piazza (InfoPhoto)

Come è noto la programmazione dei posti ha avuto una genesi difficile ed uno svolgimento complesso. I numeri contenuti nel decreto di marzo sono gli stessi numeri che erano contenuti nel Dm emanato dal ministro Gelmini a novembre. Scaturiscono dalla considerazione del fabbisogno di personale e dell’offerta formativa delle università.

Quali sono ora gli adempimenti che spettano alle università?

Come dicevo, l’amministrazione a livello centrale condividendo con tutti gli interlocutori interessati (università e istruzione) sta elaborando uno schema di bando condiviso che possa poi essere adottato nello specifico da ogni singola università. Si è scelto di operare in tal senso nel rispetto di tutti gli interlocutori per poter essere veloci, efficienti ed efficaci su tutto il territorio e dare a tutti gli interessati le medesime possibilità. Varato il Tfa, la priorità è portare a compimento il decreto sulle nuove classi di concorso della secondaria superiore ed emanare in tempi brevi il dpcm per avviare le nuove lauree magistrali per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Due passi essenziali per poter uscire dall’incertezza.

Qualche tempo fa ha fatto notizia l’idea di un concorso lanciato dal ministro. Che fine ha fatto?

Il concorso è tra le priorità del ministro e sarà il successivo step di lavoro: dopo l’abilitazione, l’individuazione di nuove modalità di reclutamento dei docenti. In base alla Delega Fioroni  emanata contemporaneamente alla chiusura delle graduatorie «permanenti» è già possibile predisporre il  regolamento per un nuovo concorso riservato a chi è in possesso dell’abilitazione. Ancora non è possibile dire tempi e modalità.

E i precari che stanno nelle Gae?

I precari delle Gae hanno un percorso privilegiato per quanto attiene al 50 per cento dei posti disponibili e potranno comunque candidarsi seguendo le nuove modalità di reclutamento. Penso convenga a tutti aprire una strada per entrare nella scuola. È ingiusto che bravi insegnanti debbano aspettare di avere i capelli bianchi per entrare in ruolo. Così non si valorizza la professionalità dei docenti e si rischia di buttare via il patrimonio di esperienza, cultura e conoscenza dei nostri insegnanti. Penso sia venuto il momento di ripensare seriamente al profilo professionale dei docenti, non solo, come si è fatto con il Tfa, per la formazione in servizio e per il nuovo reclutamento, ma anche per chi è in servizio. Ce lo chiede l’Europa, ma ce lo chiedono le persone senza di cui la scuola sarebbe una parola vuota: gli studenti, che sanno bene quanto siano importanti i loro prof, gli insegnanti che si spendono senza riserve e i dirigenti. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.