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SCUOLA/ Studenti dopati (di ripetizioni), il "miracolo" è fragile

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Le mamme, seppur col portafoglio meno pesante, si ringalluzziscono con le prime sufficienze  e consigliano il loro “supporto” anche alle amiche. Così, col “passaparola”, il giro delle ripetizioni si allarga e continua…

Non è, però, tutto oro quello luccica. Infatti, se il docente pomeridiano, parafrasando un noto proverbio cinese, ha dato allo studente direttamente “i pesci”, ma non gli “ha insegnato a pescare” (facendogli, quindi, raggiungere subito il risultato ma senza insegnargli il metodo per continuare a studiare bene da solo), le ripetizioni saranno state una sorta di “doping” il cui effetto presto svanirà.

È interessante, allora, citare a questo punto l’opinione della preside del liceo “Tasso” di Roma, secondo la quale i ragazzi possono farcela anche da soli. È verissimo. Ma come? Basterebbe spegnere cellulare, staccarsi da internet e andare in palestra la sera invece che nelle ore in cui la mente è più “fresca”, come si diceva una volta.  Queste, infatti, sono le prime cause dell’accumulo di compiti assegnati a casa da mesi e mai svolti. Ancora: basterebbe stare attenti in classe (e se si va a dormire presto la sera è più facile) e seguire il proprio professore la mattina, invece che un costoso “professionista del recupero” il pomeriggio.

Sono tutte cose che chi va bene ed è autonomo a scuola già fa. D’altronde, si sa, chi fa il suo dovere giorno per giorno non ha certo bisogno di ripetizioni...

 



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COMMENTI
23/03/2012 - un solo commento... (Sergio Palazzi)

...lo incornicio!

 
22/03/2012 - La mamma vuole il sei, nulla più (enrico maranzana)

“Dopo alcune lezioni, la ripresa (almeno per quella materia) è garantita: il ragazzino infatti, non avendo modo di distrarsi e di evadere dallo studio, miracolosamente migliora e “si salva”. Le mamme, seppur col portafoglio meno pesante, si ringalluzziscono con le prime sufficienze e consigliano il loro “supporto” anche alle amiche. Così, col “passaparola”, il giro delle ripetizioni si allarga e continua…”: calzante legenda della quotidianità scolastica, stantia riproposizione di una cultura di tempi lontani, insensibile al “cambiamento, condizione perché ogni istituzione scolastica possa tornare a dare significato e concretezza (aderenza alla realtà) all’esperienza che i ragazzi” fondamento della proposta che il prof. Crema ha formulato il 19/3 su questo giornale.