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SCUOLA/ Tfa, scacco matto al centralismo

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Emersione della professionalità a tutto tondo del docente, superamento di un paradigma rigidamente disciplinaristico della docenza e della scuola, spazi per la creazione di una vera carriera docente, valorizzazione dell’autonomia scolastica, ruolo di governance del ministero. Linee di riforma necessarie e sempre più condivise del nostro sistema scolastico. Tutti elementi contenuti o presupposti perché il Tfa diventi non solo una buona notizia, ma un vero inizio di novità. 



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COMMENTI
23/03/2012 - Intenzioni, scelte e azioni faranno la differenza (Riccardo Scaglioni)

Osservazioni condivisibili che mettono in luce il potenziale formativo e di sviluppo che l'attuazione del D.M. 249/2010 apre. Confondere abilitazione e accesso al lavoro si presta infatti a letture strumentali. I due concetti non devono essere troppo distanti ma coincidono solo in modelli di stato lontani dallo stato moderno, dove al "welfare state" si preferisce la "welfare community", con molti soggetti chiamati a collaborare allo sviluppo, dove la sussidiarità è valore. Inoltre: un discorso serio sulla professionalità docente presuppone atteggiamenti liberi da condizionamenti di parte, che rischiano di mettere in secondo piano l'interesse e il vantaggio (valore) di tutti in campo educativo. Aprire a un confronto sulla professionalità degli insegnanti, assoluto vantaggio per la qualità del servizio scolastico, è questione di preoccupante urgenza. L'approccio deve essere tuttavia sistemico e non limitarsi al coinvolgimento di pochi soggetti rappresentativi. Sulla potenziale efficacia dell'attuazione del nuovo modello, infine, molto dipende da come sarà interpretata la responsabilità che nel modello ciascun soggetto attivo è chiamato ad esercitare, e come questa si tradurrà in decisione e in azione. Il sistema scolastico sarà maturo per passare dal modello del direttore d'orchestra centrista (decreti, circolari) a quello della jazz band dove data una partitiura (questa sì) i musicisti si accordano per far fluire la melodia con un ruolo di autori e interpreti delle scelte?