BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La libertà di educare può essere "garantita" dallo Stato?

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

I termini che dovrebbero far riflettere sono quelli inerenti la Costituzione e che riguardano due aspetti importanti: la libertà di scelta e di proposta scolastica e l’equipollenza di trattamento. Ora, tutto quanto si riferisce a queste due condizioni sembra essere relegato nei meandri della più assoluta noncuranza. Infatti, in questi ultimi anni, si sono registrate situazioni assolutamente vergognose. La libertà di proposta formativa è considerata azione avulsa da ogni contesto egualitario; la scuola non statale più che accettata, viene sopportata e giorno dopo giorno crescono, da parte di chi decide a livello governativo e anche a livello locale, le azioni tese a metterne in difficoltà l’esistenza.

Solo alcuni esempi: nonostante l’impegno profuso nella realizzazione di un servizio alla comunità, la presenza della scuola non statale non viene sostenuta, ma spesso denigrata; i suoi studenti, e le loro famiglie, sono penalizzate economicamente dovendo sostenere un duplice esborso finanziario che spesso ne penalizza la stessa frequenza; i suoi insegnanti, pur abilitati, vengono esclusi dai benefici concessi, invece, ai docenti della scuola statale; i portatori di handicap che accedono alla scuola paritaria non hanno diritto al docente di sostegno, mentre viene concesso agli studenti della scuola statale; i progetti formativi della scuola paritaria vengono accolti e considerati solo se fatti insieme alla scuola statale, come se il valore della proposta non fosse la qualità del progetto ma la presenza della scuola statale; ... e così via. Una discriminazione continua, culturalmente ottusa e socialmente ingiusta.

Permane uno sguardo strabico sulla libertà di educazione, di proposta formativa e di equipollenza di trattamento. C’è chi a livello parlamentare, di quando in quando, si esprime in favore di un sistema scolastico libero, e quindi più efficace e più efficiente, riducendo il proprio intervento a qualche affermazione di comodo, scevra, però, di consistenza operativa. Altri si esprimono in ordine ad un rinnovo del sistema scolastico, tuttavia sempre nella realizzazione di un unico modello organizzativo, pensando che nel nostro Paese, l’“istituzione scuola” è solo quella gestita dallo Stato. Possibile che non si riesca a far capire – particolarmente alla classe politica – che la scuola non può essere “espressione governativa”, e quindi quanto sia necessario sostenere un sistema nazionale orientato non al conseguimento di rendite politiche, ma al concreto sviluppo della cultura e al completo soddisfacimento delle aspettative dei cittadini. Il tutto in una prospettiva di scuola, non per tutti, ma di tutti!

Purtroppo, la sensazione è che in troppe persone resti, nonostante alcuni buoni propositi, il retaggio di una visione eticamente statalistica della scuola, che comunque si vuole debba rientrare tutta nelle finalità dello Stato, e che quindi “libertà” ed “equipollenza” non siano un diritto, ma soltanto mere concessioni statuali. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.