BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Dalle paritarie 4 "lezioni" che fanno bene allo Stato

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Nell’educazione, e più specificamente nell’istruzione, sono infatti con-vocate due soggettività, che, in un rapporto, si pongono in gioco, o in questione, dal punto di vista intellettivo e morale, al fine di conseguire un bene maggiore per se stessi e per gli altri. Tale rapporto interessa primariamente la coscienza, prima della parola e del comportamento esteriori – sebbene da questi possa essere fortemente influenzato – e si palesa come serie di sintesi personali, successivamente acquisite, e di continue verifiche. Tale concezione personalistica dell’educazione, che trova accoglienza non solo nella pedagogia cristiana, si distingue, opponendosi, all’idea puramente funzionalista della scuola e, soprattutto, a quella ideologica, tali per cui essa sarebbe, per un verso, la fornitrice di “istruzioni per l’uso” e, per altro verso, una grande macchina nella quale, come ebbe a dire Stalin ai sindacati degli insegnanti, gli studenti sono i bulloni e i docenti le chiavi per stringerli.

1. La pubblica scuola

a. Il sistema scolastico nazionale – La legge 62/2000, contenente le norme per la parità scolastica, ha ridisegnato la natura del sistema nazionale di istruzione – in altra occasione definito “sistema educativo di istruzione e di formazione”, legge 30/2000 – introducendo rilevanti novità sul piano legislativo e lessicale. Le critiche che, negli anni successivi, sono state ad essa rivolta hanno sostanzialmente riguardato gli sviluppi che da essa si aspettavano – in particolare la parità fra le scuole sotto il profilo economico e dell’equo trattamento – ma non i principi che in essa sono stati fissati. Per diversi commentatori e politici, tuttavia, il riferimento a tale legge dello stato italiano è stato praticamente inesistente e le discussioni sulla scuola pubblica e privata, o per meglio dire fra la scuola statale e la scuola non statale o paritaria, sono state condotte nel solco di una visione tradizionale, viziata tra l’altro da pregiudizi di natura ideologica.

Opportunamente il Centro studi per la scuola cattolica ha voluto dedicare a tale legge, a dieci anni dalla sua promulgazione, il XII rapporto, e ai contributi del volume, sia per gli aspetti fondativi e descrittivi sia per gli approfondimenti sugli aspetti storici, economici e istituzionali della parità, conviene rimandare, per un esame sufficientemente completo del problema (3).

In questa sede è però opportuno riprendere l’assunto principale di tale legge, così come è stato formulato nei suoi primi articoli (4).

Alle scuole non statali, anzitutto, viene riconosciuto un ruolo primario nella costituzione del sistema di istruzione, al pari di quelle statali. Mentre queste ultime sono promosse e gestite direttamente dallo stato, le prime fanno capo a soggetti privati e a enti locali. Tale diversificazione comporta un cambiamento della funzione complessiva dello stato, che si sposta dal ruolo di “gestore” a quello di “garante” del sistema.

In secondo luogo, l’assenza del sintagma “scuola pubblica” dal testo consente di superare una dialettica antica – quella fra scuola pubblica e scuola privata – e di riconoscere come “pubblica” la scuola delle tre categorie indicate – statale, paritaria e dell’ente locale –, facenti capo, non per nulla al ministero della pubblica istruzione. Ciò significa, sostanzialmente, riconoscere la dimensione di pubblico ad un ente non in forza del soggetto che lo gestisce, ma della funzione che svolge.

In terzo luogo, alle scuole paritarie viene riconosciuta “piena libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico-didattico” (art. 3), e quindi la possibilità di operare in base a un progetto educativo, certamente rispettoso delle norme della costituzione e delle leggi dello stato italiano, ma anche in grado di esprimere una certa originalità teorico-conoscitiva e pratica.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >