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SCUOLA/ Premiare le scuole? Dipende dall’autonomia

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Esistono istituti buoni e istituti meno buoni, e la vera sfida è riuscire a mettere questi ultimi nella stessa condizione di quelli più virtuosi. Le scuole devono poter valorizzare le esperienze migliori, attraverso la definizione di modelli di qualità dell’offerta formativa che siano differenziati. Non esistono due scuole uguali, e i risultati tra un istituto e un altro saranno sempre diversi, ma questo non significa molto.

In che senso?

Una scuola che apparentemente ha raggiunto risultati peggiori, può in realtà essere considerata migliore perché magari ha un valore aggiunto che invece manca a un altro istituto. Occorre quindi che la misurazione delle scuole valuti il reale apprendimento degli studenti, mentre bisognerà capire seriamente cosa non va in un istituto che non rende come dovrebbe. E’ giusto quindi che il ministero abbia la sua scala di giudizio, ma questa non potrà essere calata dall’alto in maniera indiscriminata, altrimenti non si può parlare di autonomia scolastica.

Entro 60 giorni il ministro Profumo dovrà emanare un decreto che, tra i vari obiettivi, prevede anche il potenziamento dell’autonomia scolastica. Cosa si attende?

Da tempo sosteniamo che l’autonomia scolastica si basa fondamentalmente sulla possibilità di assumere docenti e di avere finanziamenti che rendano la scuola autonoma dal punto di vista delle gestione e delle risorse finanziarie, mentre attualmente l’autonomia è solamente didattica. Mi auguro quindi che il decreto possa contenere questi due principi, affinché la scuola possa essere sempre di più un punto di riferimento virtuoso che metta in moto il contesto sociale nel quale si trova. Non so se arriveremo a tanto, ma anche a piccoli passi si può andare verso un orizzonte certamente migliore.

 

(Claudio Perlini)     



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COMMENTI
06/03/2012 - Perchè non tirare a sorte? (enrico maranzana)

Le scuole non sono entità astratte: sono immerse nella realtà e, se si vuole il loro equilibrio, si devono porre a fondamento della loro gestione le leggi che governano la società contemporanea. Sono ormai decenni che sono stati enunciati i principi che sovraintendono i controlli che, per essere efficaci, devono focalizzare i processi, non i prodotti. Il fatto drammatico è che lo scrivente non è solo a calpestare il dettame scientifico, anche il progetto Vales disattende la dottrina. L’affermazione “attualmente l’autonomia è solamente didattica” è falsa. Gli aspetti didattici, nel nostro ordinamento, muovono per concretizzare le decisioni assunte, nell’ordine, in campo formativo – educativo – dell’istruzione.