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SCUOLA/ Premiare le scuole? Dipende dall’autonomia

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

«Dal punto di vista generale, il fatto che le scuole vengano premiate sulla base dei risultati ottenuti è un principio legittimo, ma si tratta di capire come ci si arriva. Credo che la valutazione delle scuole non possa prescindere completamente dall’autonomia, quindi da un lato è giusto che gli istituti formulino una loro proposta di autovalutazione, ma dall’altro è necessario prevedere forme di finanziamento anche per permettere alle scuole che non hanno ottenuto il risultato migliore di potersi adeguare». In questa intervista a IlSussidiario.net, Fabrizio Foschi, presidente nazionale dell'Associazione Diesse, commenta la richiesta al governo Monti da parte della Commissione Cultura della Camera, la quale auspica che nell’approvare gli articoli riguardanti la scuola nel provvedimento su crescita e semplificazionel’esecutivo «tenga conto, nell’erogazione dei finanziamenti, dei risultati ottenuti».

Foschi, come giudica questa richiesta della Commissione?  

L’attuale progetto sperimentale VALeS (Valutazione e sviluppo Scuola) del ministro Profumo prevede questo stesso aspetto, e comprende che tra diverse fasi di valutazione ci siano finanziamenti adeguati. Il progetto di valutazione è stato però completamente modificato rispetto al precedente, e questo può dar luogo anche a dei travisamenti.

Di che tipo?

Una scuola non deve aderire al progetto di valutazione esclusivamente per ottenere dei finanziamenti; daltra parte credo che un percorso di questo tipo debba comunque essere previsto. In Italia non esiste appunto una efficace valutazione delle scuole che comporti all’interno anche una valutazione dei docenti.

Si spieghi meglio.

Gli insegnanti devono essere messi nella condizione di lavorare al meglio, e questo è un problema che non viene mai affrontato, o per mancanza di soldi o per mancanza di volontà politica. Il progetto di valutazione delle scuole non può prescindere da un progetto di valorizzazione della professione docente, quindi bene l’erogazione di fondi alle scuole, sempre secondo certi criteri, però il tema dei docenti deve essere sollevato, e questo non accade praticamente mai.

Crede che la Commissione stia sollecitando il progetto del ministro Profumo?

Bisogna innanzitutto fare i conti con i tempi, perché le scuole possono aderire al progetto VALeS fino al 12 marzo. E’ una proposta che si rivolge a più di 300 scuole, che si candideranno tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Non credo quindi che la Commissione intenda sollecitare il progetto del ministro, anche perché il dibattito è ancora aperto, il tema è concreto e i fondi non possono essere distribuiti a pioggia.

A suo giudizio non c’è il rischio che un provvedimento del genere vada a creare una sorta di “discriminazione” tra istituti più o meno virtuosi? 



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COMMENTI
06/03/2012 - Perchè non tirare a sorte? (enrico maranzana)

Le scuole non sono entità astratte: sono immerse nella realtà e, se si vuole il loro equilibrio, si devono porre a fondamento della loro gestione le leggi che governano la società contemporanea. Sono ormai decenni che sono stati enunciati i principi che sovraintendono i controlli che, per essere efficaci, devono focalizzare i processi, non i prodotti. Il fatto drammatico è che lo scrivente non è solo a calpestare il dettame scientifico, anche il progetto Vales disattende la dottrina. L’affermazione “attualmente l’autonomia è solamente didattica” è falsa. Gli aspetti didattici, nel nostro ordinamento, muovono per concretizzare le decisioni assunte, nell’ordine, in campo formativo – educativo – dell’istruzione.