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SCUOLA/ Se Foscolo condivide il senso della bellezza con gli studenti di Udine

Pubblicazione:

C. D. Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818; particolare. Immagine d'archivio)  C. D. Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818; particolare. Immagine d'archivio)

Opere prese in esameUltime lettere di Jacopo Ortis (1798, 1802, 1816) 1817; Odi e Sonetti, 1803; Dell’origine dell’ufficio della letteratura, 1809

I principali sentimenti di Ugo Foscolo: illusioni o atti di coraggio?

Premessa: Il fascino della bellezza – “Oh Bellezza, genio benefico della natura! Ove mostri l’amabile tuo sorriso scherza la gioja,  e si diffonde la voluttà per eternare la vita dell’universo: chi non ti conosce e non ti sente incresca al mondo e a se stesso. Ma quando la virtù ti rende più cara e le sventure, togliendoti la baldanza e la invidia della felicità, ti mostrano ai mortali co’ crini sparsi e privi delle allegre ghirlande- chi è colui che può passarti davanti e non altri offerirti che un’inutile occhiata di compassione?” (Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Parte Prima, Frammento della storia di Lauretta).

Ci piace partire da questa citazione perché, dal nostro punto di vista, focalizza bene l’essenza delle  passioni e contraddizioni che animano il cuore di Foscolo. 

Da un lato l’attrazione per un evento naturale, spontaneo ed irresistibile: l’imporsi della Bellezza, Bellezza che all’autore si manifesta principalmente nello spettacolo della natura e nella donna. 

Dall’altro la consapevolezza che si tratta di qualcosa di fugace, ingannevole e quindi illusorio. Per Foscolo la Bellezza è un’illusione perché quando ti colpisce, ti rende felicissimo e lascia gli altri, non toccati da quel bene, arrabbiati ed invidiosi; quando sfugge, però, ti priva del suo lume, ti lascia amareggiato e triste, sia per averla persa, sia per non poterla riconoscere più. In ogni caso quindi la Bellezza ferisce, inganna, è un’amara illusione perché, quando c’è, sono tutti felici e immersi in uno stato di beatitudine e, quando sfugge, rimangono tutti sconsolati e soli: serve solo a rendere più triste la gente.

Anche a noi capitano esperienze simili quando, per esempio, partecipiamo a feste con gli amici nelle quali ci divertiamo e ci lasciamo colpire dalla bellezza dello stare bene insieme, ma quando la festa finisce la letizia sparisce e si è di nuovo come prima, soli e tristi. Foscolo lo aveva capito e, spiegandocelo, ci fa comprendere come la bellezza vada ricercata in ogni istante della propria esistenza e come noi siamo bisognosi di farci colpire da essa sempre, in modo da accorgerci della grandezza della vita.

La tentazione dell’illusione – Per alleggerire il suo cuore affannoso di fronte a questa insanabile contraddizione molti pensano che  Foscolo abbia cercato rifugio nella fantasia, in un’immagine di vita parallela alla realtà: “E la fantasia del mortale, irrequieto e incredulo alle lusinghe di una felicità ch’egli segue accostandosi di passo in passo al sepolcro […]”. “[…] Così lo illude e gli fa obbliare che la vita fugge affannosa[…]” (Dell’origine e dell’ufficio della letteratura). Pensano quindi che Foscolo abbia rinunciato a stare di fronte alla realtà e abbia cercato di vivere in un mondo parallelo ed immaginario estraniandosi da essa.

TESI: Vivere con ardore, all’altezza del proprio cuore – Noi invece crediamo che Foscolo sia stato un uomo assetato di conoscenza, che non aveva paura di affrontare la realtà, anche nelle sue risposte più dure e amare, ma che semplicemente ha voluto dare una sua interpretazione personale di ciò che è la fantasia: QUALE? VIVERE CON ARDORE OGNI SENTIMENTO, ALL’ALTEZZA DEI DESIDERI DEL PROPRIO CUORE.

Per dimostrarlo esaminiamo allora alcuni testi che in questo senso ci sembrano significativi. 



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