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SCUOLA/ Se Foscolo condivide il senso della bellezza con gli studenti di Udine

Pubblicazione:

C. D. Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818; particolare. Immagine d'archivio)  C. D. Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818; particolare. Immagine d'archivio)

Proponiamo ai lettori le due tesine prime classificate alla XI edizione dei Colloqui Fiorentini, organizzati da Diesse Firenze e Toscana il 23, 24 e 25 febbraio scorso a Firenze e dedicati quest’anno a Ugo Foscolo. Per il biennio, è risultato vincitore il seguente lavoro, dal titolo Il cuore di Foscolo: e il mio? autori Michela Beltrame, Laura Colli, Giuseppe Fonti, Antonio Parcelj, Rossella Pasut delle classi IV e V Ginnasio del Liceo “Bertoni” di Udine, con il coordinamento dei docenti Saviana Corso e Lucina Vida.

Il liceo Bertoni di Udine si è aggiudicato il primo premio anche per il triennio, con una tesina che sarà pubblicata domani.

IL CUORE DI FOSCOLO: E IL MIO?

“E se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele”

Introduzione –
Il cuore fu fondamentale per Foscolo perché fu la guida della sua vita, definì la sua indole e lo spronò al desiderio infinito. 

E PER NOI? CHE RUOLO HA IL CUORE?

Con questa tesina vogliamo paragonare il cuore di Foscolo al nostro, addentrarci nel contesto della sua epoca e nei suoi sentimenti, al fine di immedesimarci in lui e nelle sue scelte. Per farlo abbiamo selezionato alcuni passaggi significativi dei Sonetti e delle Ultime lettere di Jacopo Ortis, rispetto ai quali ci siamo confrontati.  Così lavorando abbiamo scoperto che, al contrario di quanto si pensi, l’autore non è un uomo “depresso e strano”, anzi, nella sua natura è coraggioso, perché ha saputo vivere sul filo di una condizione vertiginosa, cercando in ogni situazione la totalità, e non l’ha trovata, perché, per definizione, la perfezione si fa solo scorgere, ma mai raggiungere definitivamente.

La vita – Ugo Foscolo, nato a Zante, una delle Isole Ionie della Grecia, allora appartenente alla Repubblica Veneta, il 6 febbraio 1778 da Andrea Foscolo e Diamantina Spathis, trasferitosi nel 1788 con la madre e i tre fratelli a Venezia, da subito esprime un animo ribelle ed appassionato: finita la scuola, decide di leggere i classici greci e latini e i testi a lui contemporanei italiani e stranieri, interessandosi in particolare alla filosofia e alla politica. Subito si infiamma di ardente patriottismo e sposa gli ideali della Rivoluzione francese, sognando anche per la Repubblica veneta, e l’Italia intera, un futuro di libertà ed indipendenza. In questo sogno libertario viene deluso però per ben due volte, e proprio dal suo paladino, Napoleone Bonaparte: la prima, nel 1797, quando il generale francese cede il Veneto agli Austriaci con il trattato di Campoformio; la seconda, nel 1815, quando a seguito dei progetti esageratamente ambiziosi del grande uomo politico, il Congresso di Vienna consegna tutto il Nord Italia agli Austriaci. In entrambe le occasioni l’autore si infligge un esilio volontario, prima nei Colli Euganei, poi all’estero, dove, esacerbato dalle amare contraddizioni della sua epoca, vive gli ultimi anni solo e cinicamente disilluso. Muore in Inghilterra nel 1827. 

Nel corso però di tutta la sua ardente e tormentata esistenza, l’autore ha perseguito un costante bisogno di trovare una pace e un’armonia interiore, che, accarezzate più volte con il sogno dell’amore (sono molte e diverse le donne che Foscolo ha affascinato ed amato, ma con le quali mai è riuscito a stabilire un rapporto sereno e duraturo), riesce a raggiungere solo attraverso la poesia: quello che di prezioso ancor oggi ci resta di lui. 



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