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SCUOLA/ Aprea: la chiamata diretta funziona, troppa ideologia rovina la scuola

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Valentina Aprea (InfoPhoto)  Valentina Aprea (InfoPhoto)

Stiamo lavorando. Dopo l’incontro di Profumo con Formigoni c’è stato un incontro a Roma tra me e i sottosegretari Rossi Doria e Ugolini e tra i nostri dirigenti e quelli del Miur. Le strade sono tre: la prima è quella di un accordo tra Stato e Regione Lombardia, la seconda si può raggiungere nella Conferenza degli assessori regionali (interna alla Conferenza Stato-Regioni, ndr) voluta dal ministro Profumo, la terza prevede la possibilità di una copertura normativa che possa dare il via ad una serie di sperimentazioni non solo in Regione Lombardia ma anche in altre Regioni interessate ad un coinvolgimento con norma regionale nella questione degli organici. Sul tavolo del ministro ci sono queste opzioni.

Si sente di fare delle previsioni?

Aspettiamo la decisione del ministro. Quel che è certo è che noi faremo questa sperimentazione d’intesa col governo e nei confini che saranno definiti a livello nazionale, dunque pienamente costituzionali e rispettosi dei diritti dei docenti che ogni anno vengono utilizzati nelle scuole a partire dalle graduatorie.

Le norme sulla scuola contenute nel decreto semplificazioni del governo (Dl 5/2012, ndr), all’articolo 50, parlano di «potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche» e di organico dell’autonomia funzionale alle scuole. Obiettivi comuni ai vostri. Questo potrebbe creare problemi?

Al contrario. Ritengo che il nostro pdl possa sposarsi molto bene, in questo momento, con le modifiche che il governo vuole introdurre nella gestione degli organici, sia per rendere più funzionale l’impiego dei docenti, sia – ed è una cosa che a Monti non sfugge – per ottimizzare le spese. Anzi la nostra sperimentazione, che partirà nel 2012-13, potrebbe includere proprio alcuni aspetti che stanno a cuore al governo.

Al lato pratico?

Significa per esempio che la selezione finalizzata all’individuazione degli aventi diritto potrebbe essere di rete; e potrebbe anche essere che i docenti individuati nel quadro di un incontro domanda-offerta, sia che siano titolari sia che siano di sostegno, possano poi diventare organico funzionale.

(Federico Ferraù)




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COMMENTI
07/03/2012 - Deve decidere il MIUR (Aldo Domenico Ficara)

Se, con la sperimentazione lombarda di un nuovo reclutamento dei docenti, si intende studiare un accordo con il Governo che sia rispettoso dei diritti acquisiti e delle leggi nazionali, e che consenta, per chiamata diretta, di scegliere gli insegnanti migliori in piena coerenza con il progetto educativo delle scuole, a livello ministeriale si dovrà determinare una norma in deroga a tutta la legislazione vigente, ivi compreso l'attuale sistema di reclutamento che si regge sugli articoli 399 e 400, del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione. Altrimenti queste "innovative" modalità di reclutamento del personale docente, saranno solo buoni intenti, che rimarranno come mero esercizio per ipotizzare una probabilistica futura governance scolastica, senza alcun riscontro pratico di ottimizzazione didattico-organizzativa.

 
07/03/2012 - la chiamata diretta funziona ma ...non è prevista! (Vincenzo Pascuzzi)

1) Leggiamo nel titolo "Aprea: la chiamata diretta funziona", ma nel testo la chiamata diretta viene negata ed esclusa! 2) Ancora Aprea "Vogliamo introdurre una sperimentazione – peraltro limitata ai supplenti annuali – per verificare la bontà di un nuovo modello di utilizzo dei docenti e, un domani, di un modello di reclutamento; ma si tratta sempre di una modalità di chiamata dei docenti aventi diritto." Risposta vaga, oscura, reticente. Perché Aprea non specifica il tipo di "utilizzo" da sperimentare e le modalità; poi come farà, "un domani", a sperimentare anche il "reclutamento" senza ledere i diritti acquisiti? 3) Noto che nell’intervista il ritornello su i diritti acquisiti viene ribadito ben 5 volte su 13 risposte e forse perciò ottiene l’effetto contrario! 4) C’è contraddizione - mi sembra - tra il voler eludere la "burocrazia ministeriale" e poi cercare un accordo Stato-Regioni e fra Regioni. 5) Chi la pensa diversamente da Formigoni e Aprea non solo ha lanciato un appello ma è andato oltre programmando un’assemblea pubblica (12 marzo) e addirittura un presidio sotto il Pirellone (27 marzo).

 
07/03/2012 - Ideologia, un paravento (enrico maranzana)

“Se chiediamo alle scuole di essere efficaci rispetto al successo formativo, di elevare sempre di più la qualità degli apprendimenti, dobbiamo anche lasciare che le scuole in tutto o in parte abbiano la responsabilità delle proprie risorse umane” è un’implicazione: asserzione valida solo se è valida la premessa. Stiamo con i piedi per terra; apriamo il POF del liceo Manzoni di Milano, il fiore all’occhiello dell’amministrazione. Leggiamo i documenti che mostrano i criteri adottati per l’assegnazione dei voti: per tutte gli insegnamenti la conoscenza è l’oggetto della valutazione. Apprendere è sinonimo di imparare; il successo formativo è commisurabile alla quantità di materia che uno è riuscito ad assimilare. E’ questo l’orientamento del sistema educativo di istruzione e formazione? E’ questa la strategia per far crescere le qualità dei giovani? La conoscenza non è il fine dell’istituzione: far dipendere da questa il successo formativo è una semplificazione che banalizza la mission della scuola.