BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La replica: le Rsu servono, ecco perché

Pubblicazione:

Giovani precari della scuola (InfoPhoto)  Giovani precari della scuola (InfoPhoto)

Se Mereghetti non dico avesse svolto la funzione di Rsu ma se almeno si fosse preso la briga di leggere, anche solo superficialmente, un contratto di scuola, si sarebbe reso conto che inserire, ad esempio, fra i criteri di scelta del personale quello della valutazione di titoli culturali e professionali cosa è se non la valorizzazione del merito? E questo ben prima che arrivassero le lotterie gelminiane del progetto “Valorizza” dove, però, i criteri sono di autovalutazione ad personam e non contrattati.

La seconda affermazione veramente incomprensibile è che le Rsu eserciterebbero “onnicomprensività che non è loro dovuta, soprattutto in campo didattico”. Cosa significa? Posso solo immaginare che Mereghetti veda come il fumo negli occhi qualsiasi forma di partecipazione critica tanto da scambiare, evidentemente, il Collegio dei docenti per una pericolosa assemblea sindacale. Altro non riesco ad immaginare dello scenario da soviet immaginato da Mereghetti.

Alla categoria,invece, delle affermazioni apodittiche appartiene la frase “si è andati ad una consultazione elettorale come un atto dovuto e la situazione di difficoltà in cui versano gli istituti autonomi ha giustificato la riproposizione di un sistema che si dovrebbe almeno cambiare per non dire rimuovere del tutto”. Perché Mereghetti sembra ignorare che le attuali elezioni tutto sono stato tranne che un atto dovuto. Esse avvengono dopo un rinvio di due anni che preludeva alla eliminazione delle Rsu e della contrattazione di istituto.

Soprattutto le elezioni avvengono dopo che la cosiddetta riforma Brunetta ha dimostrato di essere inapplicata ed inapplicabile dal momento che il sistema premiale che prevedeva è stato smontato dagli stessi provvedimenti adottati dalla vecchia maggioranza a cui appartiene Brunetta.

Quello che ancora Mereghetti non spiega è il clima da embrassons nous, evidentemente tra Ds e personale della scuola, che renderebbe superflua la rappresentanza sindacale e la tutela degli interessi diffusi. Ignoro dove Mereghetti abbia trascorso anche solo gli ultimi tre o quattro anni di servizio, ma se solo ha contatti e relazioni con scuole “normali” sa o dovrebbe sapere che ci sono una tutta serie di situazioni che rendono non solo necessaria ma perfino auspicabile la presenza della Rsu.

C’è poi un interrogativo di fondo che mi pare sia eluso alla grande e riguarda la natura democratica di rappresentanza liberamente elette. Da quando in qua una rappresentanza eletta è un ostacolo? A meno di ritenere che le elezioni siano un “pericoloso” diversivo. Ma, con tutto il rispetto, chi ha una concezione simile della rappresentanza democratica  ha qualche problema e che sia anche un insegnante è, dal mio punto di vista, un’aggravante.

Insomma caro Mereghetti, se ne convinca, la partecipazione democratica non è mai inutile.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
12/03/2012 - A proposito di "enti inutili".... (Franco Labella)

Nun fa fino commentare i propri contributi ma trasgredirò, per una volta, l'aurea regola. Giusto per far sapere ai lettori del Sussidiario interessati a capire l'evoluzione dell'"ente inutile" RSU (uso non la mia ma l'altrui definizione) che oltre l'80% degli elettori si è recato alle urne ed ha rinnovato le proprie rappresentanze sindacali. Se tutti gli "enti inutili" avessero queste percentuali di votanti non potremmo eliminare manco le province... Comunque sia è un successo della democrazia partecipativa con buona pace delle préfiche.

 
09/03/2012 - Qualche riflessione sui commenti (Franco Labella)

A Tonna. Mi pare difficile che la genesi, correttamente descritta, possa servire come elemento utile per giustificare la posizione espressa da Mereghetti. La scuola è un meraviglioso luogo di lavoro e non di ozio. Come tale vede al suo interno anche la nascita di conflitti fossero anche solo relativi alle diverse concezione che della medesima si hanno. Prova ne sia che chi avversa le RSU spesso sposa l'idea di scegliere i docenti, con la chiamata diretta, per omogeneità e quindi pensando a scuole per così dire confessionali. A Pellegatta. Che il Preside Pellegatta sia lieto dell'assenza delle RSU e descriva le scuole prive di rappresentanza come l'Eden è una conferma della mia tesi. Non me ne voglia, però, il Preside Pellegatta ma sarei molto lieto di ascoltare il parere dei colleghi che abitano questi paradisi. A Mereghetti. Se è bastata una sola replica a fare passare il collega dalla eliminazione della RSU alla rifondazione (comunista pure Mereghetti?), non escludo di ritrovare fra un po' Mereghetti a capo di una associazione professionale (c'è qualche eclatante esempio equamente diviso tra Nord (ADI) e Sud (ANIEF) che si trasforma in sindacato. E' la resistibile tendenza alla coerenza. Ma saremo tutti cripocomunisti evidentemente. Noto con piacere che il tema interessa e sarà interessante leggere i dati sulla partecipazione alle elezioni terminate due giorni fa.

 
08/03/2012 - Utilita' delle RSU (pino mulone)

Nell'attesa che maturi la consapevolezza che il dirigente scolastico sia eletto da chi nella scuola ci vive e ci lavora, le RSU hanno il prezioso compito di frenare le tendenze "padronali" di tanti dirigenti scolastici.

 
08/03/2012 - a proposito di democrazia partecipativa (Paola Tonna)

Il percorso che ha portato alle RSU mostra come queste siano funzionali ad altri scopi. Dalla riforma del ’97 le prospettive di osservazione sono due: quelle dell’associazionismo professionale e del sindacati. Il primo ha visto nell’Autonomia l’opportunità per i docenti di assumere nuove responsabilità contribuendo alla ricostruzione sociale della loro figura e riscattandosi da una “carriera” professionale appiattita dalla politica sindacale. Dal canto loro gli apparati sindacali, poiché l’Autonomia in un regime privatistico apriva loro altri spazi nelle scuole, premettero perchè le RSU anziché essere istituite a livello regionale, fossero di Istituto. Come nelle fabbriche. Il CCNL del ’99 le recepì a livello locale introducendo l’assurdo giuridico di utilizzare i voti di RSU locali per la rappresentatività nazionale: come se i risultati delle elezioni politiche fossero dati dalla somma dei voti delle amministrative. E’ chiaro che con questa sindacalizzazione esasperata nelle scuole si volesse contrastare il capo di istituto a cui la logica coerente della Legge aveva dato la dirigenza in quanto responsabile dei risultati e contrapporlo al “restante personale”. Anziché portare Docenti e Dirigenti a collaborare perché la scuola nella logica autonoma fosse il luogo delle responsabilità diffuse e chiudere l’epoca della conflittualità permanente si è ottenuto che le scuole da luoghi professionali divenissero luoghi della contrapposizione datore di lavoro-dipendente.

 
08/03/2012 - Lo dico da dieci anni di esperienza (Gianni MEREGHETTI)

Lo dico dopo dieci anni di RSU. Sono da rinnovare altrimenti si celebrerà presto il loro funerale e senza possibilità di recupero. Così le RSU sono inutili, trattano solo di cose particolari e perdono la loro funzione. Il mio non è un paese di balocchi, è la realtà e urge un cambiamento per ridare al sindacato la funzione che deve avere e può avere in una società che se ne sta disfando. Grazie