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SCUOLA/ Lo Stato toglie la libertà di scelta all’8 per cento delle famiglie

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Sarebbe ora di sostenere concretamente la libertà di scelta educativa, introducendo almeno forme di detraibilità delle rette scolastiche dalle imposte (paradossi del nostro sistema fiscale: le spese scolastiche non sono detraibili, mentre lo sono quelle per gli animali).

Sempre il medesimo studio, poi, ha mostrato – dati alla mano – come le scuole non statali, in questi dodici anni di legge di parità e nonostante le molteplici difficoltà incontrate, siano lentamente cresciute, sia come numero di plessi che di alunni (le scuole sono passate da 12.576 del 2004/05 alle 13.717 del 2009/10, mentre gli alunni sono passati dall’11% a quasi il 12% del totale, aumentando anche in termini numerici assoluti).

Le famiglie hanno apprezzato la formula paritaria, insomma, e ancor più l’apprezzerebbero se fossero sostenute economicamente nella scelta. Un segnale che dovrebbe essere di grande interesse per il governo Monti, così preoccupato di risparmiare e capitalizzare. Queste sono notizie. Ma, in questi casi, certa stampa preferisce far calare il silenzio.

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