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SCUOLA/ Pessina (Berchet): vietare per "legge" le minigonne? No, meglio l’ironia

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(Immagine d'archivio)  (Immagine d'archivio)

 

Sicuramente non userei lo strumento della circolare: piuttosto cercherei di ironizzare sull’indumento indossato e, alla peggio, parlerei personalmente con lo studente facendogli capire che non è il caso di indossare certi abiti a scuola. Vede, il rischio della circolare è quello di sparare nel mucchio e provocare reazioni contrarie a quelle desiderate.

Un approccio psicologico?

Forse, ma consideri che si possono creare meccanismi di questo genere: trasgredisco volutamente la circolare del preside. Oppure potrebbe essere vista come la solita mania un po’ bacchettona da parte di vetusti presidi ed insegnanti. E addio dialogo con i ragazzi.

Non negherà che i ragazzi spesso trasgrediscono, soprattutto, con l’abbigliamento.

E’ il modo più semplice, immediato e visibile per sovvertire le regole e farsi notare rispetto agli adulti: è una forma per segnalare la loro gioventù e la loro diversità. L’abbigliamento fa molto gruppo e può diventare una sorta di divisa che marca un modo di essere e di trovare il proprio spazio nel mondo.

Le ragazze, soprattutto, in certe età tendono ad essere appariscenti.

Le racconto un fatto. Abbiamo chiamato una mamma con l’intenzione di far notare che l’abbigliamento della figlia era un po’ troppo vistoso ed eravamo veramente in imbarazzo: la madre era meno vestita della figlia. Ancora una volta il problema era educativo e non tanto legato all’esteriorità: l’esempio più autorevole non era corretto e, in questi casi, la scuola non può che essere perdente. 

(Federica Ghizzardi)



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COMMENTI
16/04/2012 - Il decoro .... e il buon senso a scuola! (Pasquale D'Avolio)

Mi piace ricordare un episodio avvenuto circa 10 anni fa al Liceo Stellini di Udine, di cui ero preside. Avendo "ripreso" ironicamente una alunna che vestiva con panataloni macchiati di bianco, come si usava allora ("Hai dipinto la casa stamattina?"), affrontai un dibattito in classe sull'argomento con gli alunni, sperando di convincerli alla mia posizione. Tutti, compresa la docente, salvo un alunno, erano dalla sua parte. L'indomani mattina tutta la classe si presentò in abito da sera! Una "protesta" intelligente e simpatica, che non potei non apprezzare. la cosa andò sulla stampa, naturalmente amplificata e stravolta, e mi beccai del "bacchettone" da Merlo del Corriere. Naturalmente le cose stavano diversamente. Comunque da quel giorno non ebbi modo di riprendere nessun altro, anche perché i ragazzi avaevano capito e apprezzato il mio comportamento. Ben vengano insomma certi episodi se servono a far riflettere i ragazzi.