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SCUOLA/ 2. La "carta" del Miur paralizza la didattica, un vademecum per liberarsene

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Qualche anno fa (almeno cinque) prima di procedere alla stesura delle parti di fisica del 900 del mio testo disponibile gratuitamente in rete, ho fatto personalmente quel lavoro di ricerca e documentazione cui accennavo sopra. Ho scaricato dalla rete e senza compiere azioni di pirateria qualche Gigabyte di roba (documenti originali, articoli, immagini, animazioni, ipertesti) che ho poi suddiviso per argomenti all’interno delle diverse aree della fisica moderna. Si può fare ed è tra l’altro un’ottima occasione per lavorare con le lingue straniere senza dover attendere il perfezionamento del percorso infinito delle Clil.

Poiché mi sentivo un po’ angosciato all’idea di sparare sulla innovazione (o meglio sulla sua caricatura) ho fatto una prova: mi sono rivolto ad un pool di docenti della mia scuola autorevoli, seri e impegnati nella didattica. Non ce ne è stato uno che ha visto, in ciò che sta per accadere con il formato misto dei libri di testo, un'innovazione significativa.

Le opinioni sono differenziate sul ruolo del libro di testo essenziale come strumento di corredo e guida per lo studente, ma tutti convergono nel dire: certo se ci lasciassero un po’ più liberi di sperimentare davvero, certo se tutti avessero un tablet, certo se potessimo non fare le adozioni, … Che ne dite di questa: “l'obbligo di adottare un libro di testo è già di per sé un abuso, non contiene mai esattamente ciò che serve, non può mai essere utilizzato in toto, induce a pensare che studiare voglia dire memorizzare ciò che è ivi contenuto e non un ricercare, piuttosto, un continuo esplorare nei molti media che abbiamo a disposizione”.

Si potrebbero avanzare l’obiezione che se tutto diventa gratis chi farà della ricerca? La risposta è già nella rete. Invito i miei 25 lettori a fare, nel proprio ambito disciplinare, quello che ho fatto con la fisica del 900 e, in generale a riflettere sulla qualità e sul grado di sviluppo di due piattaforme diverse, entrambe basate sulla cooperazione: Wikipedia e YouTube. La strada è quella del web 2.0 e cioè l'informazione ramificata in cui si smarrisce la distinzione rigida tra autore e utilizzatore.

E per gli amanti del cartaceo una provocazione: immaginate come sarebbe diversa l’Italia se tutte le famiglie italiane spendessero ogni anno 200 euro per acquistare libri e quotidiani? E invece ne spendono 300 per acquistare prodotti cartacei di cui non vedono l’ora di liberarsi.



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COMMENTI
15/04/2012 - LA BUROCRAZIA ASFISSIA LA SCUOLA (Vincenzo Pascuzzi)

Condivido le osservazioni critiche all’editoria scolastica: «Il mercato dell'editoria scolastica è come un mostro che divora se stesso: libri che escono in continuazione e quattro volte su cinque finiscono fuori mercato in pochi anni, autori malpagati, la pletora dei rappresentanti che girano le sale professori a blandire l’adozione, sale professori ripiene di copie saggio abbandonate (chi le paga?), ed ora, come una ciliegina sulla torta, la versione digitale». Idem riguardo ai decisori politici e alla burocrazia ministeriale che inventano LORO “qualunque cosa pur di ostacolare libertà, fantasia e progettazione didattica”, come nota S.P., invadendo e condizionando l'attività dei docenti. Sono di questi giorni alcuni articoli proprio sulla burocrazia nella scuola che segnalo a chi ne avesse interesse: “La scuola, la burocratopoli italiana” di Alex Corlazzoli: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/scuola-burocratopoli-italiana/203905/; “L'accademia della burocrazia“ di Giorgio Israel sul suo blog: http://gisrael.blogspot.it/2012/04/laccademia-della-burocrazia.html e “la scuola infestata dalla burocrazia e colonizzata dall’Invalsi” minimo contributo dello scrivente: http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120413175630

 
14/04/2012 - Circolari e bolli tondi? (Sergio Palazzi)

Caro Cereda, c'è poco da aggiungere ad una analisi impeccabile. Semmai chiosare. Ridicolo pensare ad una dozzina d'anni fa, quando ero uno dei pochi italiani ad aver pubblicato un testo nuovo integralmente in rete, e mi sentivo dare del fanatico perché dicevo di utilizzare ANCHE dei materiali non cartacei open source e non solo i prodotti dell'editoria scolastica vecchi, ridondanti e costosi... ed oggi sono obbligato a usare "testi misti" che nascono vecchi, sono esili all'estremo e non meno costosi, ma che non potremo cestinare per oltre un lustro. Ci inventiamo qualunque cosa pur di ostacolare libertà, fantasia e progettazione didattica. Viene in mente a qualcuno che le scuole più innovative (ovviamente la vedo da un istituto tecnico) non sono un mercato sufficiente perché vengano editi libri proporzionati e sostanziosi, per cui da sempre per le materie più specifiche vi si usano testi universitari o manuali specialistici? E naturalmente dispense autoprodotte, oggi tanto più facili da aggiornare direttamente su un blog? Raus! Alles verboten! Via il grande manuale che durerà una vita e costa 50 euro, corriamo tutti a comprare dei simil-depliant turistici "non-usa"-e-getta, che costano 20 euro per ciascuno dei 3 anni. C'è anche l'altro lato della medaglia, ovvio: trovi i colleghi preoccupati "aiuto, lo studente potrebbe pensare di acquistare solo quello elettronico, per risparmiare"... Anatema! la modulistica on line non ha lo spazio per apporre il bollo tondo, qui crolla il sistema!