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SCUOLA/ 1. Paritarie meno "digitali" delle statali? No, solo meno spendaccione

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La causa, quindi, è semplice: le scuole paritarie debbono fare i conti con i propri bilanci e, pertanto, si dotano di strumentazioni innovative solo nel momento in cui ritengono che i propri docenti siano in grado di utilizzarli al meglio al fine di un miglioramento della didattica e, conseguentemente, dei livelli di apprendimento degli studenti.

Va considerato anche che la legge 62/2000 non ha modificato le modalità di intervento da parte dello Stato e, pur essendo le scuole paritarie parte integrante dell'unico sistema nazionale di istruzione, non fruiscono di alcuna agevolazione né per l'acquisto di strumentazioni legate all'innovazione tecnologica (vedi l'ultimo caso delle Lim), né per l'aggiornamento dei propri docenti, nonostante qualche timida apertura in alcune situazioni territoriali. Tutto è acquistato e organizzato con autofinanziamento.

Il tutto in un contesto economico finanziario difficile, nel quale il settore delle scuole paritarie vede via via ridursi anche l'esiguo livello dei contributi erogati dallo Stato (vedi anche ultimo dossier AGeSC), rendendo sempre più difficile il far fronte al costante aumento dei costi di gestione.

Da un punto di vista didattico va considerato altresì che senza una corretta e buona formazione dei docenti, le nuove strumentazioni tecnologicamente avanzate rischiano di  restare "cattedrali nel deserto" ed il mio osservatorio personale, frutto di incontri e di convegni cui partecipano anche molti dirigenti di scuole statali, mi indica una loro preoccupazione per un livello di aggiornamento non adeguato all'utilizzo - almeno in buona percentuale - delle possibilità che questi strumenti offrono per cambiare e migliorare la didattica. In questo senso alcuni dati del monitoraggio mi sembrano decisamente più alti rispetto a quanto si dice e si commenta in questi incontri.

Un secondo punto, brevemente, tocca alcune perplessità circa taluni dati. Prendendo come riferimento una media nazionale di scuole paritarie dotate di strumenti tecnologici pari al 50,4% (non pienamente corretta, ma non ho elementi per una media ponderata) contro il 99,4% delle scuole statali, mi chiedo a cosa si riferisca la percentuale che si riscontra nella tabella relativa all'utilizzo degli strumenti stessi. Se la percentuale di utilizzo per la scuola statale mi sembra in linea con quanto segnalavo nel paragrafo precedente, mi pongo qualche problema relativamente alla scuola paritaria.

Le percentuali si riferiscono ancora alla totalità della popolazione o solo alla popolazione delle scuole in cui esiste strumentazione tecnologica?



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COMMENTI
15/04/2012 - Cosa è ridicolo? (Giuseppe Crippa)

Signor De Nicolao, è un vero peccato che la sua corretta precisazione sui bilanci delle scuole statali preceda un giudizio (potrei dire, come ha fatto Lei, “ridicolo”, ma mi limito a dire “discutibile”) sulla presunta incostituzionalità di finanziamenti alle scuole paritarie. Quando legge l’art. 33 della Costituzione non si fermi al terzo capoverso, legga almeno le tre righe successive: “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali” e si interroghi sul significato del termine “EQUIPOLLENTE”.

 
15/04/2012 - Tutti fanno i conti col bilancio! (Pietro De Nicolao)

Nell'articolo si dice «La causa, quindi, è semplice: le scuole paritarie debbono fare i conti con i propri bilanci». Ricordo che TUTTE le scuole (anche quelle pubbliche) devono fare i conti con il proprio bilancio. Ogni scuola ha una sua dotazione finanziaria ben definita (ultimamente piuttosto scarsa) che riceve dallo Stato, a cui si sommano i contributi volontari delle famiglie ed altre eventuali piccole entrate dagli enti locali. E la somma delle spese non può essere maggiore della somma delle entrate. Il Consiglio di Istituto annualmente approva il Programma Annuale (bilancio preventivo) con dei precisi importi assegnati ad ogni voce di spesa. È ridicolo far finta di non sapere che le scuole pubbliche sono in sofferenza finanziaria a causa dei tagli all'istruzione, mentre continuano impuniti i finanziamenti INCOSTITUZIONALI alle scuole private (o paritarie).