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UNIVERSITA’/ Borse di studio salve grazie a un accordo bipartisan

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Helga Thaler Ausserhofer e Manfred Pinger: due nomi che non dicono niente quasi a nessuno. Eppure, i due senatori dell’Svp (Südtiroler Volkspartei) si sono resi protagonisti di una controversa manovra politica. Il blitz dei due parlamentari, però, è stato sventato. A Palazzo Madama, nell’ambito dell’esame sul Ddl Semplificazioni era stato approvato un loro emendamento, l’ormai famigerato 3.143 che, se confermato, avrebbe prodotto conseguenze nefaste. In pratica, prevedeva che tutte le borse di studio, con importo erogato superiore agli 11.500 euro, dovessero essere tassate. Nelle intenzioni, avrebbero dovuto essere assimilate ai redditi da lavoro dipendente e soggette ad un’imposta del 23%. Come ha scritto su questa pagine Francesco Magni, il risultato di questa norma sarebbe stato quello di colpire «le borse di studio di specializzandi, dottorandi di ricerca, post-doc e assegnisti di ricerca che attualmente sono proprio quei soggetti che godono di una esenzioni speciale ai fini Irpef, che il testo così come è formulato abrogherebbe».

Nella peggiore delle ipotesi, significa che assegni mensili da poco più di mille euro sarebbero stati decurtati di un centinaio di euro. A subire l’aggravio fiscale sarebbero state alcune categorie. «Il provvedimento avrebbe infierito in maniera inaccettabile sui giovani medici quali i dottorandi, i medici dell’informazione specialistica o i borsisti di medicina generale» e naturalmente non solo loro, afferma, raggiunta da IlSussidiario.net l’onorevole Annagrazia Calabria (Pdl) tra i più strenui sostenitori della necessità di annullare l’emendamento. Il che è avvenuto. Grazie ad un altro emendamento, approvato all’unanimità dalla commissione Finanze della Camera e proposto dall’onorevole Domenico Di Virgilio (Pdl) con il quale la tassazione sulle borse di studio è stata cancellata. «Ci saremmo trovati di fronte ad un’ipotesi assurda – continua . Gli specializzandi non hanno contratti di mera formazione, ma anche di assistenza. Fanno le notti, lavorano i sabati e le domeniche e, specialmente all’interno degli ospedali universitari, reggono intere strutture». Non solo: «Ci stiamo battendo da anni per far valere le nostre eccellenze, consentire ai nostri talenti di esprimersi e lavorare dignitosamente. Un atteggiamento del genere nei loro confronti avrebbe determinato come unico effetto l’inasprimento del fenomeno della fuga dei cervelli all’estero».

Ecco cosa può aver contribuito all’esito, infine, positivo: «Ci sono state diverse manifestazioni in tutta Italia mentre la questione è stata presa a cuore dal Parlamento in maniera trasversale». Resta da capire come sia potuto passare tanto facilmente al Senato. «Sembra che sia capitato all’improvviso; tutti, infatti, con grande sorpresa, si sono resi conto della sua esistenza solamente in seguito alla sua approvazione».



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