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SCUOLA/ Concorso presidi, i "buchi neri" preparano i nuovi ricorsi

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Un altro problema è quello rappresentato dalle dimissioni e conseguenti sostituzioni di membri delle commissioni: non disponiamo di elementi che possano chiarire le motivazioni di tali dimissioni, ma molto probabilmente si è trattato di presidenti e commissari che  avevano partecipato ad iniziative e corsi di formazione in preparazione del concorso e quindi non erano compatibili col ruolo di esaminatori.

Passiamo ora ad alcune considerazioni che scaturiscono dai risultati delle sette Regioni che hanno terminato la valutazione delle prove scritte: candidati alla prova preselettiva 5.930, ammessi alle prove scritte 1.613 (27,2%), di questi ammessi alle prove orali 639 (39,6%). Rispetto ai candidati gli ammessi alla prova orale sono pari al 10,8%; in altri termini solo un candidato su 10 è stato ammesso alla prova orale, in cui ci sarà altra selezione: una vera decimazione.

Chi scrive ha partecipato in qualità di relatore e formatore a numerosi corsi di preparazione organizzati da una associazione di dirigenti scolastici in molte regioni. Ho potuto constatare che tanti candidati avevano acquisito una buona conoscenza di quanto effettivamente serve per dirigere una scuola e credo che la stessa cosa si possa ripetere per i candidati che hanno frequentato corsi organizzati da altre associazioni professionali o sindacali.

Sorprende pertanto il fatto che, dopo una massiccia selezione alla prova preselettiva (il che era anche ipotizzabile), lo stesso trend si riscontri anche nella valutazione degli scritti; in alcune Regioni sono stati ammessi alla prova orale meno candidati dei posti disponibili (Molise e Friuli-Venezia Giulia) o un numero di poco superiore (Marche), per cui in alcune Regioni già con le prime nomine l’elenco degli idonei sarà esaurito.

Non si pretende che le commissioni siano clementi, anzi è opportuno selezionare i candidati, avendo però ben presente una cosa: il mestiere di dirigente scolastico si impara facendolo, non bisogna affatto essere dei tuttologi per dirigere bene una scuola.

Ora non ci resta che sperare che da qui alla fine l’iter del concorso sia meno travagliato di quanto sia stato finora e che finalmente tante scuole abbiano un dirigente e non semplicemente un reggente. 



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COMMENTI
30/04/2012 - Come sempre il professor Cassina dimostra acume (Luigi Gaudio)

Infatti mi sembra evidente che ci sia stata una disparità di scelte delle commissioni sia riguardo al taglio delle tracce, sia riguardo ai criteri di correzione. Ad esempio, in alcune regioni è stata determinante la sinteticità del testo, ma i candidati non l'hanno saputo prima. Così hanno magari profuso tutto il loro sapere in modo ampio, ma ne hanno avuto, come conseguenza, solo un danno (e magari l'esclusione dagli orali).