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PENSIONI INSEGNANTI/ Frigerio (Cisl Scuola): ecco perché la riforma Fornero viola i diritti dei docenti

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Precari della scuola in corteo  Precari della scuola in corteo

L’allungamento delle aspettative di vita, il fatto che in pensione non si va più a 65 anni ma a 66, e presto si andrà anche a 67, devono essere coerenti con le possibilità di occupazione che sono fornite a un precario per quanto anziano. Non si vede quindi perché un 65enne non debba poter continuare a lavorare, dal momento che tutti continueremo a farlo di più rispetto al passato, anche perché questo significa incrementare la base pensionabile e avere una pensione più dignitosa. Una norma prevede del resto la possibilità di rimanere in servizio anche fino a 70 anni. La pronuncia del Consiglio di Stato va giustamente nella direzione di consentire anche al personale precario di aggiungere dei contributi.

Il concorso per 2.386 dirigenti scolastici tenutosi nel luglio 2011 ha creato degli esuberi, per cui saranno necessari dei pensionamenti coatti o pseudo-volontari. Come commenta la situazione che si è creata?

La situazione è variegata, perché ci sono realtà dove abbondano i posti vacanti e non si riesce più a coprire il ruolo da preside con le reggenze. Ci sono invece realtà dove a seguito del dimensionamento si è creato un sovrannumero. Ci risulta che da parte dell’amministrazione ci sia un’iniziativa per i pensionamenti forzosi, che sommati ai dirigenti scolastici pronti a ritirarsi dal lavoro di propria spontanea iniziativa libereranno 1.060 posti. Siamo in una situazione per cui chi vorrebbe smettere di lavorare non può farlo perché sono stati aumentati i requisiti di accesso, mentre chi voleva rimanere è costretto forzosamente a ritirarsi dal mondo del lavoro.

 

(Pietro Vernizzi)



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