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SCUOLA/ Solo un reclutamento regionale può sanare i mali della scuola

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In questa situazione non certo rosea e foriera di buone speranze per chi vuole accedere alla professione docente si aggrava la sorte dei tanti precari, ai quali prima si fa balenare l’illusione di 10mila assunzioni, che subito dopo svanisce, perché l’organico non si tocca e le eventuali nuove assunzioni saranno determinate sulla base delle disponibilità finanziarie del Miur.

In questo panorama si è inserita, con effetto dirompente, la proposta di legge della Regione Lombardia che, con riferimento all’autonomia scolastica, prevede il reclutamento del personale docente  con concorso di istituto in relazione agli insegnamenti previsti nelle diverse istituzioni scolastiche.

La proposta, che è stata apprezzata dalla Provincia autonoma di Trento che intende seguire la stessa strada, non è affatto incostituzionale, come sostenuto da alcuni partiti (Pd soprattutto) e dai sindacati: infatti la riforma del Titolo V della Costituzione stabilisce che l’istruzione è un potere concorrente tra Stato e Regioni, cioè lo Stato fissa i principi generali e poi le Regioni pensano alla gestione, ivi compresa quella del personale.

Fatto sta che sinora la materia è rimasta sulla carta e, oltre a quelle dei sindacati, si devono registrare anche le resistenze del governo che proprio in questi giorni ha dichiarato di voler indire i concorsi.

Secondo noi, le competenze tra Stato e Regioni in materia di istruzione vanno chiaramente definite, altrimenti tante norme costituzionali rischiano di continuare ad essere solo affermazioni di principio.

Del resto questa distinzione è un elemento già acquisito nelle Asl  e nelle Aziende ospedaliere, non si vede perché il reclutamento del personale della scuola debba continuare ad essere di competenza esclusiva dello Stato.

Anche sul versante della formazione dei docenti va fatto un salto di qualità col superamento del concetto che la formazione debba essere ancora prevalentemente disciplinare, mentre è importante che si insegni il mestiere del docente che presuppone le conoscenze disciplinari ma non si esaurisce con queste.

In altri termini, occorre superare le attuali scuole di specializzazione istituendo dei luoghi diversi dalla scuola e dall’università deputati alla formazione iniziale e in itinere dei docenti. Si tratta di una sfida non facile, ma una scuola di qualità si realizza soprattutto con docenti di qualità.



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