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SCUOLA/ Gentili: quel "bollino" di Stato che imbroglia i nostri giovani

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Per essere competitiva a livello europeo, la formazione terziaria in Italia deve dunque integrare i livelli formativi più tradizionali (lauree lunghe e dottorati), con una gamma differenziata di nuovi percorsi formativi che facilitino un più rapido inserimento nel mondo del lavoro. Il percorso di differenziazione dell’offerta di formazione terziaria va completato sia mediante la diffusione di corsi di formazione terziaria non universitaria, sia mediante percorsi brevi di formazione professionalizzante di livello universitario (sul modello delle Scuole universitarie professionalizzanti svizzere). E gli Istituti Tecnici Superiori, nuovissime Scuole di Alta Specializzazione Tecnologica Post-Secondaria (di durata biennale) costituiscono una valida risposta alla necessità di colmare l’assenza di un canale di istruzione terziaria non universitaria nel nostro Paese.

Il mantenimento del valore legale ha poco senso in quanto il mercato del lavoro si indirizza sempre più verso la “sostanza” della formazione e pertanto si orienta verso la valutazione delle competenze e delle capacità dei laureati e sempre meno verso il semplice titolo di studio.

Dunque sostituire la nebulosa su cui si basa il valore legale dei titoli di studio con un efficiente sistema di accreditamento di corsi e titoli (compito che potrebbe essere assolto dall’Anvur), è un elemento necessario per il rilancio di una formazione di qualità fondata sulla effettiva creazione di competenze scientifiche e professionali spendibili sul mercato del lavoro.

 



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COMMENTI
10/05/2012 - UN GRAVE ERRORE DELIBERARE SENZA CONOSCERE (Giorgio Ragazzini)

Questo referendum indetto in quattro e quattr'otto su una materia così complessa è un esempio perfetto dell'uso che si può fare di internet e delle "moderne tecnologie" se si è affascinati dal mezzo ma non si riflette abbastanza. I referendum si fanno DOPO, non prima, un dibattito approfondito, che a me sarebe servito perché non intendo rinunciare al diritto di avere le idee poco chiare. Dopo l'infelice improvvisazione sui compiti a casa e un'altra sull'obbligo scolastico, ci si può chiedere se Profumo, che il giorno della nomina aveva ammesso con apprezzabile umiltà di conoscere l'università, ma poco la scuola, ripromettendosi quindi di studiare,abbia poi mantenuto l'impegno preso...

 
10/05/2012 - Il valore ha poco senso (Alberto Consorteria)

il valore legale ha poco senso, come le province. Non si capisce perché ci sia ancora, ogni volta che leggo delle spiegazioni vedo solo dei bla bla. Non c'è alcuna ragione per mantenerlo.