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SCUOLA/ 1. Consigli (non scontati) per "orientarsi" tra soggetto e predicato

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Gran parte delle frasi che rappresentano questi schemi d’azione esclude la possibilità di una struttura con verbo al passivo; ecco due esempi con lo schema “possesso”: Molti amici sono avuti da Maria; Tre gambe sono avute da questo tavolo.

Si è ripresa questa proposta di classificazione per mettere in luce come lo schema “agente – azione – paziente” sia uno fra i molti possibili schemi di eventi riconosciuti nelle costruzioni più diffuse delle varie lingue. Nelle frasi si incontrano soggetti sintattici ai quali si attribuiscono svariati ruoli semantici oltre all’agente e al paziente. I ruoli sono decisi dall’evento comunicato nel testo.

Forse è opportuno liberare l’insegnamento della grammatica da certe pseudo-definizioni e dalle incrostazioni frutto di svogliatezza e di incuria, tuttora in voga nei manuali scolastici. L’avventura della grammatica è una scelta ragionevole per chi ritenga fondamentale guidare gli allievi nello sviluppo della capacità di fare astrazione e cogliere l’unità nella molteplice sua manifestazione. Oggi vi sono molti strumenti che aiutano gli insegnanti a recuperare un discorso antico e sempre nuovo sul fenomeno linguistico. Uno di questi è proprio La padronanza linguistica (Academia Universa Press, Milano 2011), una “grammatica discorsiva” di cui è autrice Daniela Notarbartolo: più che un manuale, è un libro che viene dall’esperienza e propone risposte a domande condivise da tanti docenti. Chi legge non ha voglia di “saltare-le-pagine-che-non-si-capiscono”. Tutto è chiaro, preciso, senza fronzoli. La scuola italiana deve riconoscenza all’autrice, che non accetta di alzare la bandiera bianca, non rinuncia a spiegare concordanza e reggenza e a mostrare perché sono nozioni utili. Soprattutto, non dimentica che nella didattica è meglio partire dai dati e poi ricavare per generalizzazione un concetto che si possa applicare a tanti altri casi simili a quelli osservati. Non è difficile, in fin dei conti: invece di spiegare che cosa sia il soggetto, basta mostrare tanti casi simili; e poi, invece di dire: “Beh, cari, questi sono i soggetti”, si guiderà gli allievi a riconoscere le caratteristiche condivise da quegli elementi che, proprio perché hanno quelle caratteristiche, sono chiamati “soggetti”. Basterebbe far rilevare che un soggetto concorda con il verbo e che tale concordanza indica un legame preferenziale, che pone il soggetto sul podio al di sopra dell’oggetto, eccetera eccetera. Chi voglia saperne di più, si legga “la” Notarbartolo (per metonimia: “il libro” di Daniela Notarbartolo).

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