BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Bocciati in inglese? La tecnologia ci dà una mano

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

I study English for many years…”, quale insegnante di scuola secondaria non si è sentito dire questa frase da buona parte dei suoi studenti? E non una volta sola! Ma se lo studi da many years possibile che non sai ancora mettere il tempo giusto?! L’abbiamo fatto settimana scorsa il present perfect! Evitiamo poi di richiamare alla possibile sfumatura continuous, si entra in una élite per pochi predestinati “portati” per la lingua straniera.

Già, noi tutti nutriamo il segreto convincimento per cui per imparare l’inglese non basti il percorso standard di apprendimento, ma ci voglia una sorta di gene attivo specifico che purtroppo nostro Signore non ha inserito nel kit di base per tutti. Si è però scoperto col tempo e con l’allargarsi degli orizzonti che c’era una strada alternativa percorribile dagli “altri”, ed era il soggiorno all’estero.

E’ chiaro che non sto parlando di una generica conoscenza dell’inglese, ma di vera e comprovata competenza, quella cioè che mette nelle condizioni di saper comunicare in lingua straniera senza difficoltà e tentennamenti, sciolti e a proprio agio, sicuri e spediti, senza tema di essere identificati come italiani dopo due parole. La reazione di molti di voi a questa descrizione è indice significativo di come le aspettative di successo in questo ambito siano ormai ridotte a livelli di sopravvivenza, quell’area grigia dove per fortuna (?) ci viene in soccorso anche la nostra vivace e passionale gestualità tutta italiana.

Da insegnante mi ha sempre dato molto fastidio il fatto che il termine “scolastico”, riferito per esempio all’inglese, delinei sostanzialmente una imbarazzante pochezza. Perché è un significato condiviso da tutti, che quindi decreta implicitamente il fallimento o per lo meno la macroscopica inadeguatezza del lavoro svolto in quella sede; ma il mio moto d’orgoglio si è ultimamente scontrato con una semplice constatazione: reputo un grande successo personale il fatto che ragazzi di 17/18 anni con alle spalle circa 12 anni di studio dell’inglese (many years…!) superino l’esame del First Certificate, livello non ancora di padronanza (anche qui immagino reazioni simili a quelle previste in precedenza, che peraltro testimonierebbero la stessa medesima riduzione). Ma è un successo davvero? Non è un tempo intollerabilmente lungo quello che sembra necessario per imparare l’inglese? A scuola non si può fare meglio?

Come nella vita spesso succede, le domande scaturiscono quando si incontra la risposta, prima c’è troppa abitudine e assuefazione per porsele. Certo ognuno gioca la propria professionalità nel suo lavoro per migliorarne le condizioni e trovare nuovi strumenti più rispondenti al bisogno, ma temo che l’egemonia anglosassone nelle vesti del British Council abbia realizzato un’omologazione troppo seria e tecnicamente valida per esser percepita come comunque parziale. Sono entrato in contatto con la soluzione DynEd per l’insegnamento e l’apprendimento dell’inglese (www.dyned.it), e tutti quei termini inflazionati come “le 4 abilità, la fluency, la pratica della lingua, la differenza fra capacità orali e scritte, comprensione e competenza” sono stati illuminati da una teoria e un metodo di studio capaci di restituire loro un senso più pieno e veritiero. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
17/05/2012 - Confermo: Dyned valido anche per un adulto (Davide Minelli)

Per esperienza personale (ho ripreso a studiare inglese attraverso Dyned dallo scorso mese di gennaio) posso confermare che questa metodologia è assolutamente valida anche per un adulto come me. Aggiungo solo che è fondamentale avere pazienza e soprattutto costanza...

 
17/05/2012 - Metodologia (Luca Russo)

Questa cosa del metodo ascolta-parla-leggi-scrivi, che riproduce la dinamica dell'apprendimento che tutti abbiamo seguito dai 0 ai 6 anni, me l'avevano già raccontata anni fa quando cercarono di vendermi il corso Shenker (mi sembra che fosse). Ma io ho ancora un dubbio: siamo certi che il metodo di apprendimento che tutti abbiamo adottato da bambini sia valido anche per un adulto, con tutti i suoi schemi mentali già formati? Non c'è un pedagogo che possa confermarlo?