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SCUOLA/ Ricci (Invalsi): nelle prove di quest’anno meno "test" e più ragionamento

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Sì. Mediante domande di tipo argomentativo chiederemo agli allievi, in modo proporzionato all’età, di dare una «ragione» della risposta fornita. Pensiamo che sia lo strumento migliore per contenere il cosiddetto addestramento al test, inteso come semplice tecnica di individuazione tra opzioni più o meno plausibili.

In che cosa si concreta questo progresso nella formulazione dei quesiti?

In una maggiore varietà dei testi – discontinui, argomentativi, anche regolativi, in modo tale da dare alle scuole esempi mutevoli ed evitare la tendenza a concentrare l’attenzione solo su determinate modalità di indagine.

Testi «regolativi», ha detto?

Sì, cioè testi costituiti di istruzioni. Un testo regolativo potrebbe essere un depliant, contenente regole o istruzioni di tipo sintetico e prettamente operativo. È anche questo un test, non di tipo letterario, ma che fa parte della vita quotidiana di qualsiasi adulto.

Il Servizio nazionale di valutazione dà molta importanza al questionario studente, perché?

Il questionario è molto importante perché ci dà una misura dell’ambiente nel quale lo studente vive e opera, le sue attitudini, i suoi interessi per le discipline; oltre a permetterci di restituire alle scuole informazioni più dettagliate in termini di risultato. Un certo risultato in italiano o matematica è molto importante come esito in sé, ma è altrettanto importante per le scuole, che lavorano in contesti sociali anche molto diversi. Tali contesti hanno risvolti considerevoli – anche se sarebbe compito della scuola cercare di eliminarne gli effetti –sui risultati «netti» degli allievi.

È il tema del cosiddetto «valore aggiunto»?

Sì. Occorre che le scuole abbiano un’informazione quanto più possibile precisa di ciò che esse stesse danno «in più» ai loro studenti, e ovviamente questo deve avvenire al «netto», per quanto è possibile misurarlo, del contesto nel quale i ragazzi vivono.

Ci saranno novità sul questionario studente?

Non ci saranno particolari novità, poiché non è una prova di tipo cognitivo ma solo una raccolta di informazioni. Proprio per questo, in un’ottica di trasparenza, i questionari sono già disponibili in linea.

Ci sono novità per quanto riguarda la tabulazione delle risposte ai fini della trasmissione dei dati?

Per quanto riguarda le prove che si svolgeranno a maggio, no. Invece per la prova nazionale, quella della classe III della scuola secondaria di primo grado che si terrà il 18 giugno, l’acquisizione dei dati sarà solo elettronica. Questo ridurrà notevolmente il lavoro dei docenti, e sarà un banco di prova per il futuro. Intendiamo in tal modo ridurre l’onere per i docenti, acquisire molto più rapidamente i dati in modo tale da elaborarli e restituirli alle scuole il prima possibile.

Che cosa rimarrà alle scuole dopo le prove?



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COMMENTI
02/05/2012 - Docenti (e genitori) pro INVALSI (Paolo Fasce)

Il tema della valutazione è senz'altro ricco e stimolante. Necessita di approfondimenti e studi che meritano tranquillità di dialogo e onestà intellettuale. Da settimane partecipo ad incontri coi genitori, portando il mio punto di vista sul tema e per bilanciare petizioni che fondano il proprio successo sulle fobie dei docenti, ho avviato una raccolta di firme a sostegno delle prove medesime. La trovate a questo indirizzo: http://www.firmiamo.it/pro-invalsi

 
02/05/2012 - L'arroganza del potere (Vincenzo Pascuzzi)

Le risposte alle ultime due domande, in particolare le parti riportate di seguito tra virgolette, tradiscono l'arroganza del potere. Domanda. Le prove Invalsi sono accettate ancora oggi malvolentieri da molte scuole e da diversi docenti. Cosa pensate di fare in proposito? Risposta. In vista dell’autunno pensiamo a un forum sul quale aprire un dibattito sulle prove, sui loro contenuti e le loro caratteristiche. Da questo punto di vista, mentre dalla scuola primaria arrivano normalmente contributi costruttivi, "il dibattito nelle superiori è ancora un po’ troppo generalista e poco centrato sui contenuti. Vorremmo che si discutesse un po’ di più di questi ultimi." Domanda. Generalista, o ideologico? Risposta. "Di solito, quando un dibattito è generalista tende ad essere anche ideologico." Traduciamo: le decisioni (dibattito ideologico) sono già prese: le prove si fanno. Ai docenti lasciamo i contenuti (dal dibattito democratico al dibattito tecnico). Il dibattito però prosegue altrove, ad esempio: http://www.facebook.com/groups/310665262338015/