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SCUOLA/ La riforma del merito? Deve coinvolgere anche gli insegnanti

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La scuola deve valorizzare i più meritevoli anche perché questo ci è richiesto dalle logiche economiche ma non si passa solo da soluzioni puramente meritocratiche per migliorare il mondo dell'educazione.

L'istituto sceglierà uno “studente dell'anno”. Secondo quali criteri e chi farà questa scelta?

Siccome esiste un'autonomia scolastica, penso che questo genere di intervento debba essere attribuito alle scuole altrimenti il rischio è che si torni al vecchio statalismo, che ci siamo lasciati alle spalle. Il ministero ha il diritto e, soprattutto, il dovere di indicare i canoni di orientamento ma tutti gli aspetti che riguardano in dettaglio l'applicazione di queste linee guida e le forme organizzative, devono essere largamente attribuite alle scuole. Non che questo non crei sperequazioni, ma è un rischio che bisogna correre.

Pensa che la valutazione secondo criteri meritocratici debba toccare anche gli insegnanti?

Questi punti chiave dettati dal ministero mi sembrano il primo tempo di una partita che è ancora tutta da giocare. Il discorso del merito non può essere dissociato da altri due passaggi molto delicati e su cui non mi sembra che la nostra classe politica abbia preso una posizione precisa. Il primo passaggio è legato alla qualità degli insegnanti: il merito è sicuramente legato a contesti sociali e familiari, che determinano il carattere dell'alunno, ma è anche connesso alle capacità dei docenti. Purtroppo, ad ora, non esiste alcun sistema che possa valutare l'operato degli insegnanti se non alcuni criteri piuttosto autoreferenziali, organizzati in autonomia da alcuni istituti.

L'altro problema?

E' strettamente congiunto con ciò che dicevo prima ed è la valutazione del rendimento delle scuole. In Italia abbiamo un giudizio sugli apprendimenti, realizzato dall'Invalsi, ma non siamo ancora arrivati alla fase successiva dove si cerca di capire qual è la vera qualità degli istituti. Il merito è un discorso complesso che però non si gioca solo sul versante degli allievi.

Per ora la proposta è quella di premiare gli istituti che avranno un minor numero di alunni che arrivano al diploma senza essere bocciati.



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