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SCUOLA/ La riforma del merito? Deve coinvolgere anche gli insegnanti

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Valutare un istituto sul numero dei bocciati mette in svantaggio quelle scuole che si trovano in contesto sociali difficili. Il problema della valutazione scolastica non deve essere trattato da un punto di vista quantitativo ma di misuratori complessi e sofisticati che in Italia, purtroppo, c'è pudore ad affrontare, anche per una certa rigidità delle organizzazioni sindacali e per la mentalità di alcuni insegnanti.

Ogni facoltà metterà in campo dei test di valutazione per verificare quale sia la facoltà più adatta. Pensa che sia un buono strumento per abbassare i numeri di quanti lasciano l'università?

Non mi sembra una novità ma il perfezionamento di una prassi che già oggi le università applicano con test orientativi che servono anche ad accertare se gli studenti hanno i requisiti adatti per frequentare una determinata facoltà. Trovo, però, un punto debole in questi test.

Quale?

L'ipotesi che venga tolta la prova di cultura generale: trovo che sia un grave errore. La formulazione delle domande potrà essere oggetto di discussione poiché l'argomento è estremamente variegato, ma prima occorre capire quali sono le attitudini delle studente e qual è il suo background, e poi indirizzarlo verso la facoltà che gli è più congeniale. E cosa se non una prova di cultura generale per poterlo stabilire.

 (Federica Ghizzardi)



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